sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
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Archivio di agosto 2012

Funerale Aldo Venturini (testo biblico e predicazione – 20.08.12)

  1 Pietro 2 , 1 – 10   Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono.   Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».   Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo».   Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un […]

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Galati 2, 11-21 (testo e predicazione – 19.08.12)

  Questo è un testo importante, perché qui per la prima volta nelle sue lettere Paolo affronta in maniera esplicita e diffusa il grande tema della giustificazioneche poi svilupperà definitivamente nell’epistola ai Romani.   Noi sappiamo grazie a chi e in che modo la giustificazione è diventata il cuore ed il motore della Riforma. Tutto nasce dall’esperienza personale di un monaco agostiniano, Martin Lutero. E non è un caso che sia stato agostiniano. Proprio Agostino era stato il primo nella storia del cristianesimo a dare importanza all’insegnamento di Paolo sulla giustificazione, trovando in esso la soluzione al problema della liberazione dalla colpa che, dal peccato originale in poi, macchia indelebilmente ogni essere umano, generato e vivente nel male. Anche Lutero viveva col cuore appesantito dal tormento dell’indegnità, era continuamente in preda a mille scrupoli e paure e si chiedeva: “Come io, miserabile peccatore, posso trovare accoglienza agli occhi di un Dio santo e giusto e per questo giudice inesorabile del male?”. La risposta gli venne – lo sappiamo – da Romani 1, 16-17, là dove Paolo esprime la sua comprensione dell’evangelo: “in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: Il giusto vivrà per fede”: […]

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 19 agosto 2012 a San Silvestro su Galati 2, 11-21

  (Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione lo può trovare tra gli articoli nella colonna accanto)   Se è giusto tenere sempre separate la giustificazione e la santificazione, non si può negare che ci sia tra di loro un rapporto conseguenziale. La giustificazione descrive il primo momento della salvezza Poi c’è la santificazione che delinea l’evoluzione spirituale dei credenti, ormai inseriti nel nuovo giusto rapporto con Dio. E se la giustificazione esige la fede, la santificazione esige l’obbedienza. Questo è nel nostro testo: dopo aver più volte fatto ricorso al verbo “giustificare” per indicare come tutti i credenti senza distinzione d’origine vengono per grazia posti nella giusta relazione con Dio, Paolo prosegue parlando del cambiamento di situazione di quei giustificati: liberati dalla schiavitù della legge e del peccato, ora sono al servizio di Dio, che è libertà perfetta. Sono stati redentie adesso sono in grado di vivere nell’obbedienza e fedeltà, in virtù del fatto che il Signore rende questo possibile con la sua onnipotenza. È il senso della straordinaria affermazione: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me!”. Ma com’è questa potenza di cui Dio fa dono ai giustificati? Ce lo dice l’altra grande affermazione […]

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Isaia 62, 1-12 (testo e predicazione)

  Per amor di Sion io non tacerò, per amor di Gerusalemme io non mi darò posa, finché la sua giustizia non spunti come l’aurora, la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante. Allora le nazioni vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore pronunzierà; sarai una splendida corona in mano al Signore, un turbante regale nel palmo del tuo Dio. Non sarai chiamata più Abbandonata, la tua terra non sarà più detta Desolazione, ma tu sarai chiamata La mia delizia è in lei, e la tua terra Maritata; poiché il Signore si compiacerà in te, la tua terra avrà uno sposo. Come un giovane sposa una vergine, così i tuoi figli sposeranno te; come la sposa è la gioia dello sposo, così tu sarai la gioia del tuo Dio.   Sulle tue mura, Gerusalemme, io ho posto delle sentinelle; non taceranno mai, né giorno né notte. Voi che destate il ricordo del Signore, non abbiate riposo, non date riposo a lui, finché egli non abbia ristabilito Gerusalemme, finché non abbia fatto di lei la lode di tutta la terra. Il Signore l’ha giurato per la sua destra […]

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Isaia 62, 1-12

 (Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione, lo troverà qui accanto,  nella colonna degli articoli)   “La mano del Signore non è troppo corta per salvare, e il suo orecchio troppo duro per udire”! Chi dice questo, chi così rassicura il cuore in crisi dei rimpatriati di fronte ai quali la terra dei padri sembra negare le sue benedizioni, è adesso uno di loro che si rivela essere un profeta, il profeta del rientro, discepolo di quello dell’esilio. E questa rassicurazione colma di sé la pagina di oggi. Seguendo le orme del suo maestro, questo profeta anonimoribadisce con forza contro dubbi e incertezze che il Signore è ancora più che mai lo scioccante meraviglioso Dio “appassionato” testimoniato dal Secondo Isaia, e come s’è interessato alla causa di Israele prigioniero a Babilonia e l’ha condotto fuori dall’esilio, nella stessa maniera, con la stessa passione, s’interessa all’Israele che stenta a riprendere vita nella terra promessa: “Per amore di Sion io non tacerò, per amore di Gerusalemme io non mi darò posa, finché la sua giustizia non spunti come l’aurora, la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante”. Sì“la giustizia divina spunterà”: Sarà la nuova “aurora” che spazzerà via il buio, ogni incertezza. […]

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Geremia 1, 4-19 (San Silvestro – domenica 5 agosto 2012): Testo biblico e predicazione

  Geremia 1 , 4 – 19   La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: «Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni». Io risposi: «Ahimè, Signore, Dio, io non so parlare, perché non sono che un ragazzo». Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono un ragazzo”, perché tu andrai da tutti quelli ai quali ti manderò, e dirai tutto quello che io ti comanderò. Non li temere, perché io sono con te per liberarti», dice il Signore. Poi il Signore stese la mano e mi toccò la bocca; e il Signore mi disse: «Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca. Vedi, io ti stabilisco oggi sulle nazioni e sopra i regni, per sradicare, per demolire, per abbattere, per distruggere, per costruire e per piantare».   Poi la parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: «Geremia, che cosa vedi?» Io risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». E il Signore mi disse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto». La parola […]

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Geremia 1, 4-19 (domenica 5 agosto 2012)

 (Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione, lo troverà qui accanto,  nella colonna degli articoli)   La parola del Signore non s’arresta e colpisce di nuovo: “Cosa vedi, Geremia?”. Il dialogo fra il Signore e il suo servo si fa sempre più ampio, coinvolge tutti i sensi. Geremia adesso non deve soltanto ascoltare. Deve guardarsi attorno e decifrare la realtà che lo circonda. La potenza di Dio coinvolge la materia di cui il mondo è formato. E la parola che s’era fatta prima nutrimento del corpo del profeta, si fa corpo essa stessa… dice se stessa negli oggetti concreti che si fanno messaggio, insegnamento, rivelazione. “Vedo un ramo di mandorlo”. Un frammento ordinario di realtà che balza in primo piano. Nulla di prodigioso e sconvolgente. Ma in quel ramo e in quei fiori in sé così normali Geremia coglie Dio, la sua presenza viva che gli parla, si rivolge ai suoi dubbi: “Pensi che il tuo compito sia impossibile? Che tu, un essere umano così fragile non possa parlare a nome mio, perché solo Dio può parlare di Dio? Sappi che, se ho affidato a te la mia Parola, ‘io vigilo su lei per mandarla ad effetto’. Non dipende […]

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L’Amen del Simbolo apostolico

  Riportiamo il testo dell’intervento tenuto sull’ “AMEN”dal pastore Marchetti il 24 luglio 2012 nel corso del XV Simposio del SIRT (Società Italiana per la Ricerca Teologica) “Ridire il simbolo della fede oggi”   Voi sapete certamente come le nostre chiese protestanti siano quelle del “Sola Scriptura”, siano cioè comunità cristiane che vedono nella Bibbia la sola fonte della rivelazione divina e la pongono al cuore della loro fede, della loro spiritualità, del loro culto e dei loro sacramenti, della loro preghiera… insomma, al cuore della loro vita. Però, dopo la Bibbia, e chiaramente in una dipendenza e un’articolazione continua con lei, noi abbiamo due altri tipi di testi di riferimento: il Catechismo e la Confessione di fede. Ad esempio, io sono un riformato, e tutte le chiese riformate si rifanno al Catechismo di Heidelberg (1563) e alla Seconda Confessione Elvetica di Bullinger (1566). Perché il catechismo e la confessione di fede? Per tenere insieme la dimensione individuale e quella comunitaria della fede. Si parla spesso dell’“individualismo protestante”, che nasce dal primato dato alla coscienza del singolo credente come luogo quasi sacro del suo rapporto personale con Dio, un luogo così intimo che, ad esempio, noi non abbiamo la figura […]

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Atti Apostoli 27, 9-44

  Nella nostra società, noi protestanti siamo i soli che hanno queste tre caratteristiche: siamo una minoranza religiosa, abbiamo una mentalità di tipo laico, confessiamo la nostra fede cristiana. Siamo una minoranza religiosa che, dopo una lunga storia di persecuzione, è riuscita bene o male ad integrarsi, e che allora ha una competenza particolare per favorire nuovi processi di integrazione. Noi cioè possiamo schierarci utilmente a fianco delle altre minoranze che ancora oggi vedono ignorati i loro diritti e vivono in una condizione di esclusione, perché conosciamo che cosa voglia dire l’esclusione, ma anche sappiamo cosa significhi integrazione. Possiamo essere insomma solidali e portatori di speranza per le nuove minoranze… religiose e non. È la nostra seconda caratteristica: il nostro modo laico di vederci e di vedere gli altri. Noi non rivendichiamo per noi stessi nessuna sacralità. E questo ci consente di essere vicini a tutti quelli che si battono per una società di uguali in cui nessuno sia “più uguale” di un altro, possa rivendicare il privilegio di possessore di una verità che sia “la verità” per tutti quanti… Per questo possiamo essere, come siamo, aperti alla modernità: sappiamo farci senza grossi problemi, nell’impegno per la pienezza dei diritti […]

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Chiesa Elvetica e Valdese

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Chiesa Metodista

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Past. Ruggero Marchetti

Via G. Brunner 8
34125 Trieste
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uff. 040 2415915
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