sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
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Archivio di ottobre 2012

Uscita la nuova circolare

La circolare “Triestevangelica” numero 62, relativa ai mesi di novembre e dicembre è disponibile per essere scaricata direttamente cliccando QUI (o nell’apposita sezione del sito). Se vuoi ricevere i prossimi numeri via mail spedisci una richiesta all’indirizzo elvetici.valdesi@virgilio.it chiedendo di essere inserito nella mailing list. Buona lettura!

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Registro per il testamento biologico

Direttive anticipate di fine vita A partire dalla fine del mese di giugno del 2010, la Chiesa valdese e la Chiesa metodista di Trieste hanno deciso di aprire un registro per il testamento biologico. L’iniziativa segue quelle analoghe realizzate in ambito evangelico in altre città italiane. Il registro prevede la raccolta delle direttive di fine vita davanti a un avvocato e a due testimoni. Qualunque persona, purchè maggiorenne, può avere accesso gratuitamente al servizio che verrà offerto con cadenza periodica. Il formulario può essere reperito presso la segreteria della Chiesa valdese dalle 9:30 alle 12:30 dal lunedì al venerdì (telefono: 040 632770) o scrivendo all’indirizzo e-mail testamentobiologico.ts@gmail.com. Il modulo da compilare prevede la possibilità di fornire indicazioni sui trattamenti sanitari desiderati o non desiderati in caso di perdita della capacità di decidere o di comunicare. Sempre all’interno del modulo si deve indicare il nome o i nomi dei fiduciari incaricati di rappresentare l’interessato. L’interessato, al momento del deposito delle direttive anticipate di fine vita di fronte all’avvocato, ha bisogno di 2 testimoni. Può scegliere due testimoni di sua fiducia, in caso contrario 2 volontari delle chiese saranno sempre presenti. Il formulario consegnato resta segreto, custodito in busta chiusa presso l’archivio […]

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1 Corinzi 7, 29-31. Testo e predicazione. Domenica 21 ottobre 2012

  1 Corinzi 7 , 29 – 31 Ma questo dichiaro, fratelli: che il tempo è ormai abbreviato. Da ora in poi, anche quelli che hanno moglie, siano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che si rallegrano, come se non si rallegrassero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa.   Siamo nella primavera del 55 o 56 dopo Cristo. Paolo si trova ad Efeso, nella provincia d’Asia, e qui riceve, da parte dei membri della chiesa di Corinto da lui fondata quattro o cinque anni prima, una lettera in cui gli vengono sottoposti alcuni interrogativi su problemi molto pratici relativi alla vita, alla dottrina, allo svolgimento e alla modalità dei culti e delle riunioni di quella comunità, che evidentemente ha ancora nell’Apostolo il punto di riferimento, il suo “padre” terreno. E Paolo, da buon “padre” responsabile, risponde puntualmente a quei figli e a quelle figlie nella fede che si sono rivolti a lui. Quella risposta è la Prima lettera ai Corinzi. Dopo avere attaccato le fazioni che avevano diviso la comunità a causa dell’eccessiva importanza data […]

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 21 ottobre 2012 a San Silvestro-Cristo Salvatore su 1 Corinzi 7, 29-31

    (chi voglia leggere il testo integrale della predicazione lo può trovare nella colonna accanto) Qui non c’è scetticismo né distacco dal mondo. Non ci sono sentimenti negativi, tutto anzi nasce da una sovrabbondanza che trabocca dal cuore dell’Apostolo, e di fronte a questa sovrabbondanza che è Gesù, e di fronte all’attesa divorante dell’incontro con lui, tutte le altre realtà si fanno piccolezze. Poi certo, Gesù non è venuto nel “tempo abbreviato” di cui Paolo ha parlato e di cui era convinto. È questo il lato debole, si potrebbe anche dire “il lato umano” della sua testimonianza, ed è per noi la prova che la Bibbia non è un libro infallibile in ogni sua parola – come molti vorrebbero che sia – perché, se certo in essa ci è donata la rivelazione di Dio, è anche vero che il Signore per parlarci ha scelto di servirsi di esseri umani limitati come noi… perché poi fra l’altro la Bibbia non è “più” di Gesù, e come lui, il Figlio di Dio insieme vero uomo, ha vissuto le nostre fragilità e le nostre debolezze e sofferenze, ma proprio in questo modo ci ha fatto conoscere la grandezza dell’amore divino, così anche […]

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Salmo 150. Testo e predicazione. Sabato 20 ottobre 2012

  Salmo 150   Alleluia. Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nella distesa dove risplende la sua potenza. Lodatelo per le sue gesta, lodatelo secondo la sua somma grandezza.   Lodatelo con il suono della tromba, lodatelo con il salterio e la cetra. Lodatelo con il timpano e le danze, lodatelo con gli strumenti a corda e con il flauto. Lodatelo con cembali risonanti, lodatelo con cembali squillanti. Ogni creatura che respira, lodi il Signore. Alleluia. Il Salmo 150, composto appositamente per essere il centocinquantesimo del Salterio. Il salmo per eccellenza dell’Alleluia, che chiude la raccolta dei salmi nel segno della lode, e così la illumina tutta dalla sua conclusione. E grazie a questo salmo, il libro che s’era aperto con l’invito ai credenti a praticare la “legge del Signore” quale via della vita, finisce con l’appello carico d’entusiasmo a lodare il Signore come il solo degno modo di usarla, quella vita. Sì, la vita tutta intera deve essere lode, ed ogni vita, “ogni creatura che respira”, è chiamata così a dichiarare la propria dipendenza e la sua gratitudine al Signore. In questo modo, l’atto di lodare diventa al tempo stesso una possibilità e una responsabilità: tutti coloro per i […]

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Un pensiero dalla predicazione di sabato 20 ottobre 2012 a Scala dei Giganti sul Salmo 150

  (chi voglia leggere il testo integrale dela predicazione lo può trovare nella colonna accanto) Il Salmo 150, il salmo per eccellenza dell’Alleluia, che chiude la raccolta dei salmi nel segno della lode, e così la illumina tutta dalla sua conclusione. E grazie a questo salmo, il libro che s’era aperto con l’invito ai credenti a praticare la “legge del Signore” quale via della vita, finisce con l’appello a lodare il Signore come il solo degno modo di usarla, quella vita. Sì, la vita tutta intera deve essere lode, ed “ogni creatura che respira” è chiamata a dichiarare la sua gratitudine al Signore. E questo senza limiti, a livello universale. Se innanzitutto Dio va lodato “nel suo santuario”, se bisogna lodarlo per il meraviglioso dono che Egli ha fatto al suo popolo del luogo santo della sua presenza, dove si fa incontrare e celebrare e perdona il peccato, e dove tutto Israele si ritrova con gli occhi volti verso il “Santo dei santi” che lo rende a sua volta una “nazione santa”, un “regno di sacerdoti”, un “tesoro particolare” per il suo Dio (cfr Esodo 19,5-6) a cui tendere mani nell’invocazione, e verso il quale spalancare la bocca per celebrare […]

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Giacomo 5, 13-16. Testo e predicazione. Domenica 14 ottobre 2012

  Giacomo 5 , 13 – 16   C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni.   C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.         Nell’ascoltare queste poche righe si ha una strana impressione. Le sentiamo vicine, quasi nostre, e insieme anche lontane… insieme estranee. C’è qui una fede che è la nostra fede, e però indubbiamente una fede così, con la radicalità con cui viene vissuta da Giacomo che scrive e dai cristiani ai quali si rivolge, noi non l’abbiamo quasi mai vissuta.   Già… “radicalità”. È la parola giusta: “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni”: “Hai avuto un insuccesso personale (è questo il significato preciso del verbo greco qui tradotto con “soffrire”) e ti senti un fallito? Prega, […]

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 14 ottobre 2012 su Giacomo 5, 13-16

  (Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione lo trova nella colonna accanto)  Nell’ascoltare queste poche righe si ha una strana impressione. Le sentiamo vicine, quasi nostre, e insieme anche lontane., un poco estranee. C’è qui una fede che è la nostra fede, e però indubbiamente una fede così, con la radicalità con cui viene vissuta da Giacomo che scrive e dai cristiani ai quali si rivolge, noi non l’abbiamo quasi mai vissuta. “Radicalità”. È la parola giusta: “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni”: “Hai avuto un insuccesso personalee ti senti un fallito? Prega, e Dio ti ascolterà, e ti darà la forza che ti serve per uscire dalla tua infelicità”. “O al contrario ti senti di buon umore… stai bene di salute e sei sereno d’animo? Canta a Dio, innalza la tua lode perché questo momento di benessere è un grande dono della sua bontà!”. Ma per far questo… per poter supplicarlo nel dolore e lodarlo cantando nella gioia… bisogna che Dio sia per te davvero Dio. Che sia davvero il tuo Signore. Solo allora lo sentirai presente e presenterai te stesso a lui ed ogni caso ed ogni […]

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Chiesa Elvetica e Valdese

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Chiesa Metodista

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Past. Ruggero Marchetti

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