sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
Per ulteriori informazioni chiama lo 040 632770

Un pensiero dalla predicazione di domenica 14 ottobre 2012 su Giacomo 5, 13-16

 

(Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione lo trova nella colonna accanto)

 Nell’ascoltare queste poche righe si ha una strana impressione. Le sentiamo vicine, quasi nostre, e insieme anche lontane., un poco estranee. C’è qui una fede che è la nostra fede, e però indubbiamente una fede così, con la radicalità con cui viene vissuta da Giacomo che scrive e dai cristiani ai quali si rivolge, noi non l’abbiamo quasi mai vissuta.

Radicalità”. È la parola giusta: “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni”: “Hai avuto un insuccesso personalee ti senti un fallito? Prega, e Dio ti ascolterà, e ti darà la forza che ti serve per uscire dalla tua infelicità”. “O al contrario ti senti di buon umore… stai bene di salute e sei sereno d’animo? Canta a Dio, innalza la tua lode perché questo momento di benessere è un grande dono della sua bontà!”.

Ma per far questo… per poter supplicarlo nel dolore e lodarlo cantando nella gioia… bisogna che Dio sia per te davvero Dio. Che sia davvero il tuo Signore. Solo allora lo sentirai presente e presenterai te stesso a lui ed ogni caso ed ogni avvenimento che coinvolga il tuo corpo e la tua vita, e ogni necessità spirituale e materiale, perché sai di essere sotto la sua costante, paterna protezione.

Sì. Solo allora farai tue le parole consolanti e gioiose che troverai nei salmi, perché senti per te… perché è tua la promessa che dice: “Invocami nel giorno della sventura, e io ti salverò” (Salmo 50,15); e è tua l’esclamazione: “Io salmeggerò a te, senza tacere. Signore, mio Dio, ti celebrerò per sempre” (Salmo 30,12).

Fratelli e sorelle, chi di noi sente Dio così vicino? Chi di noi lo prega nel dolore e lo canta nella gioia col fervore di Giacomo e dei suo, con il pieno abbandono di chi ha la convinzione che Dio ascolta davvero e vuole e può esaudire?

La nostra fede è tiepida, e Dio è come sfocato… è un Dio che conta poco. Se abbiamo dei problemi che ci rendono angosciati cerchiamo uno psicologo, e se siamo contenti, siamo contenti e basta, e non pensiamo a ringraziare lui…

 

E questo è ancora poco, perché se poi andiamo avanti, il senso di estraneità si fa ancora più forte: “C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della comunità”…

Quanti di noi si ammalano, sono costretti a letto o in ospedale, e non pensano minimamente a chiamare il pastore o la chiesa… Fra la nostra vita privata e la comunità, c’è per molti un distacco impressionante. E se il pastore viene a sapere della tua condizione e ti viene a visitare, quanto spesso è quasi solo una visita di cortesia. E se c’è una preghiera, non è mai per invocare da Dio la guarigione.

E anche in questo, che grande differenza con la chiesa di Giacomo: “Il malato chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore”. Gli “anziani della chiesa” debbono intercedere in suo favore presso Dio… E non si tratta di dire lunghe formule, ma di andare all’essenziale: attraverso di loro è la comunità che, in modo commovente, quasi lotta con Dio in favore di un suo membro. R. M.

Scrivi un commento

Per pubblicare un commento devi primaautenticarti.

Chiesa Elvetica e Valdese

Piazza S. Silvestro 1
34121 Trieste
tel. e fax 040632770
chiesaelveticavaldese@gmail.com

Chiesa Metodista

Scala dei Giganti 1
34122 Trieste
tel. e fax 040 630892
chiesametodistatrieste@virgilio.it

Past. Ruggero Marchetti

Via G. Brunner 8
34125 Trieste
tel. 040 3480366
uff. 040 2415915
rmarchetti@chiesavaldese.org