sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
Per ulteriori informazioni chiama lo 040 632770

Un pensiero dalla predicazione su Isaia 65, 16-25, tenuta a san Silvestro sabato 17 novembre 2012

(Chi voglia leggere il testo integrale della predicazione, lo può trovare nella colonna accanto)

 

C’è in questo testo una parola che si riferisce alle madri di Israele e, nella prospettiva di Dio, alle madri di ogni tempo e di ogni luogo: “Non avranno più figli per vederli morire…”. Da quando questa promessa è stata pronunciata, sono passati più di duemila e cinquecento anni. In questi venticinque secoli, quante madri sono state obbligate a mettere al mondo i loro figli e figlie tremando per loro… chiedendosi angosciate quale sarebbe stata mai la loro sorte, e spesso disperando, perché lo sapevano anche troppo bene?… E quante ancora oggi partoriscono nuove vite con la morte nel cuore, col terrore negli occhi… quante rinunciano addirittura a mettere al mondo nuove vite perché in realtà metterebbero al mondo “nuove morti”?…

E allora, veramente, anche la venuta di Gesù, cos’ha cambiato?

Per rispondere, proviamo a ricercare quali siano le forze negative, le “afflizioni” che questa pagina cerca di superare per suscitare in coloro che lo ascoltano nuova speranza e forza. Ci accorgeremo allora che ciò che fa soffrire e contro cui Dio si leva può essere riassunto in una sola parola: “violenza”.

È stata la violenza delle armate di Babilonia che ha suscitato negli abitanti di Gerusalemme quelle “voci di pianto” e quelle “grida d’angoscia” la cui eco dopo quasi cento anni ancora dura, e che ora Dio promette che “non si udranno più”… E c’è poi l’eterna, più subdola ma non meno feroceviolenza dei ricchi e dei potenti coi quali sei obbligato a indebitarti, e che ti strappano via la casa e i campi. Anche su questo c’è l’impegno di Dio a fare sì che non capiti più. Non può più capitarti che tu, con la fatica di una vita, costruisci la tua casa “perché un altro la abiti”, o che col sudore della fronte, pianti e curi la tua vigna “perché un altro ne mangi il frutto”.

Insomma, quest’oracolo è un manifesto contro la violenza che è nel cuore dell’uomo e che continuamente esplode e miete vittime… e in questa situazione di “violenza innata”, Gesù è “l’uomo non violento”, e anzi la vittima innocente della violenza umana. È l’amore non contaminato che s’è fatto direttamente umanità e che ha cambiato la nostra condizione. Da Gesù in poi ci è donata la possibilità di essere uomini e donne senza violenza.. in fondo le beatitudini sono proprio questo: “beati i poveri in spirito… beati i miti… beati i misericordiosi… beati i puri di cuore… beati gli operatori di pace…” (cfr Matteo 5, 3 ss.).

Ma noi rifiutiamo questa possibilità come una troppo bella e perciò irrealizzabile utopia… In fondo, anche se per rispetto non ce lo diciamo, per noi Gesù è stato un sognatore che ha preteso un po’ troppo: ha preteso che noi condividessimo i suoi sogni, ma siamo troppo smaliziati per sognare veramente con lui…

Così però, dimentichiamo troppo facilmente che in Gesù è Dio che è presente ed agisce… lo stesso dei profeti… il Dio di quest’oracolo di oggi che si presenta a noi come il Solo che è in grado di creare cose nuove: “Ecco, io creo nuovi cieli e una nuova terra; non ci si ricorderà più delle cose di prima; esse non torneranno più in memoria. Gioite, sì, esultate in eterno per quanto io sto per creare”. R. M.

Scrivi un commento

Per pubblicare un commento devi primaautenticarti.

Chiesa Elvetica e Valdese

Piazza S. Silvestro 1
34121 Trieste
tel. e fax 040632770
chiesaelveticavaldese@gmail.com

Chiesa Metodista

Scala dei Giganti 1
34122 Trieste
tel. e fax 040 630892
chiesametodistatrieste@virgilio.it

Past. Dieter Kampen

Via dell'Eremo 191/1
34142 Trieste
cell. 348 096 7797
dkampen@chiesavaldese.org