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Archivio di novembre 2012

Cantico dei cantici 1, 5-8. Testo e predicazione

  Cantico dei cantici 1 , 5 – 8   Lei : Io sono di pelle scura ma sono affascinante, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Qedar, come i padiglioni di Salomone.   Non guardate se sono scura, se il sole mi ha fatto di miele. I figli di mia madre mi hanno promessa in sposa, mi hanno messa a custodire le vigne, ma la vigna mia non l’ho custodita.   Amore dell’anima mia, dimmi dove vai a pascere il gregge, dove riposi nei meriggi. Non voglio essere come una donna velata dietro le greggi dei tuoi compagni.   Coro : Se non lo sai da te, tu la più bella delle donne, incamminati sulle orme delle pecore e pascola le tue caprette presso gli accampamenti dei pastori.   “Amezzogiorno il sole dissecca la terra, di fronte al suo calore, chi può resistere? Si soffia nella fornace per ottenere il calore, il sole brucia i monti tre volte tanto. Emette vampe di fuoco, fa brillare i suoi raggi ed abbaglia gli occhi” (Siracide 43, 3-4). Così un antico autore ebreo descrive la calura che a metà giornata brucia in Israele la terra ed ogni cosa. Una visione immobile […]

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Un pensiero dalla predicazione su Cantico dei cantici 1,5-8, tenuta a Scala dei Giganti domenica 11 novembre 2012

(chi voglia leggere l’intera predicazione, la trova nella colonna accanto)   È mezzogiorno, l’ora della calura. I pastori hanno raccolto il gregge attorno a un pozzo o su un’altura un po’ più ventilata. È l’ora del silenzio, dei corpi che si stendono, degli occhi che si chiudono… Ma sulla pista divorata dal sole, c’è qualcuno che si muove. È una svelta figura femminile che s’affretta correndo da un bivacco all’altro. Ed ecco si presenta, con una punta di civetteria: “Sono di pelle scura, ma sono affascinante”. La donna infatti è mora, è d’incarnato bruno… A rendere la donna così scura è stato il suo lavoro sotto il sole. I “figli di sua madre”, che esercitano su di lei l’autorità perché evidentemente il padre è morto, l’hanno infatti obbligata, per farle dimenticare il bel pastore che le ha rubato il cuore, a vivere e a lavorare segregata nelle vigne. Ma l’amore è più forte di ogni segregazione. E per amore se ne è scappata via, e ora vaga qua e là ricercando il suo amante… Ma se ha abbandonato i fratelli e le vigne e il suo lavoro, la sua “pelle scura” se la porta con sé, non la può abbandonare, […]

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L’Italia sono anch’io… in chiesa metodista

Sabato 10 novembre la nostra Chiesa metodista di Scala dei Giganti è stata teatro di una serie di videointerviste sui temi della campagna “L’Italia sono anch’io” e delle cosiddette seconde generazioni: la giornalista Martina Seleni ha intervistato, oltre al sottoscritto, l’Avvocato Dora Zappia, la vicepresidente della Consulta triestina degli immigrati Lidija Radovanovic e Milena Radovancev una ragazza che ha vissuto sulla sua pelle le difficoltà – e in certi casi la durezza – delle nostre leggi in materia di immigrazione e della macchina burocratica italiana. L’auspicio è di continuare a far riflettere il grande pubblico su tali tematiche di stretta attualità. La necessità di intervenire a livello legislativo sulle leggi in materia d’immigrazione non è più rinviabile. Così come non è procrastinabile la presa di coscienza collettiva che l’immigrazione non è un problema da gestire, ma una risorsa sulla quale investire per il futuro del paese, ed è perciò indispensabile passare da una logica emergenziale a un’ottica che si rivolga con più lungimiranza al tema dell’integrazione. (Per un maggiore approfondimento di questi aspetti potete leggere alcune mie personali considerazioni riportate QUI). L’incontro è stato anche un’interessante opportunità per far conoscere la nostra comunità a persone che non ne avevano mai […]

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Cantico dei cantici 1, 1-4. Testo e predicazione. Scala dei Giganti, 04.11.12

 Introduzione  Facciamoci coraggio, raccogliamo in noi stessi il coraggio che ci serve, e incominciamo a leggere un libro della Bibbia così particolare e anche così “scabroso” che nei culti non si legge quasi mai e tanto meno viene predicato: il Cantico dei cantici. CANTICO 1 , 1 Cantico dei cantici, che è di Salomone. Così il Cantico si apre, con il riferimento al “re saggio ed amante” del popolo di Dio, preceduto dalle prime tre parole che oggi sono per noi il titolo del libro. Un superlativo assoluto ebraico, che possiamo rendere in questo modo: il “cantico per eccellenza fra tutti quanti i cantici”, il “cantico sublime”, il “cantico più bello”. Ed effettivamenteè unico e colpisce lo splendore di questa raccolta di ventiquattro brevi liriche, tempestate di simboli e di immagini, percorse dalla gioia dell’amore che trasforma in smagliante primavera anche il panorama bruciato della Palestina. Il Cantico ci porta in un giardino, e al cuore del giardino c’è Lei, e poi c’è Lui, qua e là accompagnati da un coro: la donna e l’uomo… l’eterna coppia sulla faccia della terra, avvolta dalla tenerezza e dalla forza d’“Amore”, quell’”Amore” che, come dirà il Cantico quasi ormai alla sua fine, “è […]

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Un pensiero dalla predicazione su Cantico dei cantici 1, 1-4, tenuta a Scala dei Giganti domenica 4 novembre 2012

Il testo complito lo trovi QUI. “Cantico dei cantici”. Sono le prime tre parole e il titolo del libro. Un superlativo assoluto ebraico, che possiamo rendere in questo modo: il “cantico per eccellenza fra tutti quanti i cantici”, il “cantico sublime”, il “cantico più bello”. Ed effettivamenteè unico e colpisce lo splendore di questa raccolta di ventiquattro brevi liriche, tempestate di simboli e di immagini, percorse dalla gioia dell’amore che trasforma in smagliante primavera anche il panorama bruciato della Palestina. Il Cantico ci porta in un giardino, e al cuore del giardino c’è Lei, e poi c’è Lui, qua e là accompagnati da un coro: la donna e l’uomo, l’eterna coppia sulla faccia della terra, avvolta dalla tenerezza e dalla forza d’“Amore”, quell’”Amore” che, come dirà il Cantico quasi ormai alla sua fine, “è più forte di Morte” (cfr 8.,6). È allora, questo antico libretto sempre giovane, insieme un profondo trattato e una luminosa celebrazione dell’amore, soprattutto di quello femminile, che si riassume tutto nella celebre, bellissima ed intensa professione d’amore della donna: “il mio diletto è mio, e io sono sua”(cfr 2,16). Ma nell’amore umano, anche il più appassionato e voluttuoso, è sempre posta come una scintilla che rimanda […]

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Romani 7,7-8,2. Testo e predicazione. San Silvestro, 03.11.12

  Romani 7 , 7 – 8 , 2 Che cosa diremo dunque? La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge; poiché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire». Ma il peccato, còlta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza; perché senza la legge il peccato è morto. Un tempo io vivevo senza legge; ma, venuto il comandamento, il peccato prese vita e io morii; e il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte. Perché il peccato, còlta l’occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno e, per mezzo di esso, mi uccise. Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono. Ciò che è buono, diventò dunque per me morte? No di certo! È invece il peccato che mi è diventato morte, perché si rivelasse come peccato, causandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante. Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco: […]

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Un pensiero dalla predicazione su Romani 7,7-8,2 tenuta a San Silvestro sabato 3 novembre 2012

(chi voglia leggere il testo integrale della predicazione  lo può trovare  nella colonna a fianco) Cosa diremo dunque, che la legge è peccato?”. È la domanda che apre il nostro testo… che per un fariseo o solo anche per un qualsiasi ebreo è del tutto inaccettabile, è sacrilega e blasfema: il fatto stesso che Saulo/Paolo sia giunto a formularla, manifesta la grandezza del suo dramma. “No di certo!”, ha poi subito gridato, affrettandosi a negare quello che gli è scappato solo un attimo prima: poi però, a questo così deciso “No di certo” segue subito un “ma” che riprecipita Saulo in pieno dramma: “ma” lo si voglia o no, le cose stanno così: “Io non ho conosciuto il peccato se non per mezzo della legge; poiché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire»”. Per i rabbini, il comandamento “Non concupire” era il compendio di tutti quanti gli altri. Ma non si tratta tanto – come spesso pensiamo – di non impadronirsi nemmeno col pensiero di ciò che non è tuo, quanto di non voler prendere per te ciò che deve esserti donato da Dio, in primo luogo la tua salvezza. Siamo qui già al cuore della […]

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Recensione de “Il viandante della libertà”

“Il viandante della libertà” – Jacopo Lombardini (1892 – 1945) di Lorenzo Tibaldo – Editrice Claudiana – Euro 15,00 La storia di Jacopo Lombardini, morto a Mauthausen nel 1945, rappresenta la parte migliore della storia dell’Italia, Quella democratica e repubblicana espressa nella Costituzione. Fecondate dalla fede evangelica e riaffermate nella lotta partigiana, le sue idee hanno la loro radice in Mazzini, Garibaldi e nell’epopea risorgimentale. Esponente repubblicano di Carrara iniziò, come predicatore laico, un apostolato tra i cavatori delle sue montagne, povero tra i poveri ma sempre ricco di carità. Partì a cinquant’anni per la montagna tra i partigiani delle Valli Valdesi del Piemonte recando la testimonianza cristiana ai suoi giovani discepoli, testimoniò anche quando venne catturato, torturato e mandato a morire nel campo di sterminio. Clara Pea Cozzi

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Ottobre organistico

Al 29 ottobre si è concluso, con il concerto eseguito dal M°Giuseppe Zudini, il ventesimo ciclo di concerti d’organo nella Basilica di San Silvestro. Appuntamento questo sempre molto atteso ed apprezzato dalla cittadinanza. Il M° Zudini ha eseguito in modo eccellente musiche di Bach, Franck, Alain, Messiaen, Reger guadagnandosi gli applausi del pubblico che ha riempito completamente la Basilica. Ne è seguito, come è ormai di tradizione, un altrettanto affollato rinfresco offerto dalle signore della Chiesa Elvetica e Valdese.

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Chiesa Elvetica e Valdese

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