sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
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Archivio di febbraio 2013

Studio biblico sull’Epistola di Giacomo

Mercoledì 27 febbraio, alle ore 18.00, nei locali della basilica di San Silvestro-Cristo Salvatore, Secondo Incontro  di studio sull’Epistola di Giacomo: lettura e commento di Giacomo 1, 1- 27. A cura del past. Ruggero Marchetti

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Incontro a cura del SAE e del Gruppo ecumenico di Trieste

Martedì 26 febbraio alle ore 18.00, presso  la Sala Luterana in Via San Lazzaro 19 avrà luogo la Conferenza del past. Liberante Matta sul tema : “La creazione nei salmi”.

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 24 febbraio 2013 su Genesi 17, 1-27

   QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.  “Cammina davanti a me e sii interamente mio”. È la parola che ha aperto il nostro testo: la fede, nella Bibbia, non è solo questione di intelletto… non è spiritualità disincarnata: la circoncisione dà una sanguinosa concretezza al comando di Dio, alla sua offerta ed alla sua richiesta di totale fedeltà. In fondo, è anche un aiuto che Dio dà ad Abraamo e ad suoi – che dà a tutto Israele – perché possano credere in lui, e vivere di questa loro fede. Credere in una promessa scandalosa, come quella che Dio rivolge a quel vegliardo a viste umane ormai quasi alle soglie della morte, e nel corso dei secoli credere nelle promesse che Dio, attraverso Mosè e poi tutti profeti continuerà a rivolgere al suo popolo, non è facile per niente: credere alla liberazione dall’Egitto, credere nei lunghi anni del deserto, credere alle prese con le guerre, credere nonostante le sconfitte e l’esilio e il dominio straniero… e andare avanti fidando solo in quelle promesse, va al di là dell’umano. Poter vedere nel tuo stesso corpo il segno incancellabile della tua appartenenza alla strana comunità iniziata […]

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Genesi 17,1-27. Testo biblico e predicazione. Seconda domenica del tempo di Passione. 24.02.13

  Genesi 17 , 1 – 27   Quando Abramo ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: “Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro, e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente”. Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: “Quanto a me, ecco il patto che faccio con te: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni. Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni, e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno, per i quale io sarò il tuo Dio e della tua discendenza dopo di te. A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne, e sarò loro Dio. Poi Dio disse ad Abraamo: “Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu e la tua discendenza dopo di te, […]

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Festa della libertà – 17 febbraio

        A Trieste la “Festa della Libertà”  assume sempre di più l’aspetto di  una festa aperta a tutta la  città, cui partecipano le chiese protestanti  elvetica, metodista, luterana,  avventista, ma anche cattolici,   non senza  una qualificata rappresentanza delle istituzioni, quest’anno  con il Vicesindaco Fabiana Martini e il Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat;  quasi anticipando di fatto la proposta  dell’auspicata  ricorrenza nazionale per tutti.  Una città in cui i diritti civili ai non cattolici e non cristiani e la tolleranza religiosa risalgono al  Settecento, ottenuti allora senza fatica per gli interessi del porto franco in ascesa. Alla  fine della prima guerra mondiale, quando la città è stata unita all’Italia,  la  forte presenza di connazionali  valdesi  giunti allora,   con alle spalle la   sofferta storia secolare di ghettizzazione e di persecuzioni   finalmente annullate dalle Lettere Patenti  di Carlo Alberto,  ha arricchito  le comunità  presenti  con  la  sensibilità,  maturata nel loro esemplare cammino,  sostenuto dalla fede,   per la  difesa della libertà civile e religiosa.  Al  clima di   festa ha contribuito una cordiale accoglienza di comunità e di cittadini agli eventi programmati,   con i  rinfreschi offerti e il  pranzo comunitario  preparati dell’unione femminile elvetico-valdese   in collaborazione con la  metodista. Nel  […]

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Conferenza al Centro Veritas

Mercoledì 20 febbraio alle ore 18,30, nei locali del Centro Veritas in Via Monte Cengio 2/1a: Conferenza su “Riforma e Controriforma: dalla guerra al dialogo”. Interverranno Stella Morra (teologa di Roma) e il pastore Ruggero Marchetti.

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Marco 3, 7-19. Testo biblico e predicazione della Festa della Libertà del 17 febbraio 2013

  Marco 3 , 7 – 19 Poi Gesù si ritirò con i suoi discepoli verso il mare; e dalla Galilea una gran folla lo seguì; e dalla Giudea, da Gerusalemme, dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli faceva, andò da lui. Egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta, per non farsi pigiare dalla folla. Perché, avendone guariti molti, tutti quelli che avevano qualche malattia gli si precipitavano addosso per toccarlo. E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gettavano davanti a lui e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ed egli ordinava loro con insistenza di non rivelare la sua identità.   Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quelli che egli volle, ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici per tenerli con sé e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro; Giacomo, figlio di Zebedeo e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figli del tuono; Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di […]

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 17 febbraio (Festa valdese della Libertà) su Marco 3, 7-19

 QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.  Dopo la scena di massa della prima parte, eccone una completamente diversa: Gesù che sceglie i dodici “per mandarli a predicare col potere di scacciare i demoni”. Sembra quasi di cogliere una sua diffidenza nei riguardi della “folla”. Far parte di una folla può trasformare un uomo, che allora, insieme agli altri, può fare ciò che da solo non si sognerebbe mai di fare: la folla è un mostro dalle molte teste… E se c’è qualcuno che ha i doni di personalità e di parola per prenderne il controllo, questo qualcuno può puntare in alto… Non è un caso se Satana si insinua proprio – come abbiamo visto – nel cuore della “grande moltitudine” che circonda Gesù. È come se dicesse: “Vedi? Qui c’è già la “materia prima” per marciare insieme alla conquista del mondo!”. Ecco allora che, dopo avere sconfitto il Seduttore, Gesù sceglie fra la folla solo alcuni “per tenerli con sé”, e perché vadano di villaggio in villaggio e di casa in casa a portare il suo nome e la sua offerta di liberazione. Vedete come tutto quanto cambia? Annunziare Gesù non è un fatto […]

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Studio biblico sull’Epistola di Giacomo

Mercoledì 13 febbraio dalle ore 18.00 alle ore 19.30 avrà luogo nei locali delle Chiese elvetica e valdese presso la Basilica di San Silvestro-Cristo Salvatore, il primo di un ciclo di cinque incontri di lettura comunitaria e di approfondimento dell’Epistola di Giacomo dal titolo: “Lettera di paglia o di fuoco?”, a cura del past. Marchetti.

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Un pensiero dalla predicazione di domenica 10.02.13 su Genesi 16, 1-16

   QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.  La storia d’oggi non è una bella storia. Nessuno, né Abramo, né Sarai, e nemmeno Agar, fa una bella figura. Ci appaiono tutti meschini, collerici, vendicativi. Potrebbe finire qui. E già così ci sarebbe una morale: Sarai e Abramo hanno voluto sostituirsi a Dio trovando da sé la soluzione al loro problema, ed ecco i frutti di questa poca fede: le umiliazioni reciproche, la lite, la fuga. In questa storia però, è presente anche Dio. E Dio non permette che finisca così. Interviene e soccorre chi in questa vicenda è il più debole: Agar e il figlio che porta nel suo grembo… Sì, Dio ha visto l’angoscia di Agar, ha visto la sua fuga disperata, e ne ha avuto pietà. Davvero è il “Dio che vede” e che “provvede”. Manda il suo “angelo”, e l’angelo le parla, le ridona speranza, e riporta la pace. Sì così Dio dona la sua benedizione anche al figlio della “mancanza di fede” del “padre nella fede”… Forse però le cose neanche stanno in questo modo. Non c’è qui, nonostante le apparenze, il “figlio della mancanza della fede”, o anche semplicemente il […]

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Chiesa Elvetica e Valdese

Piazza S. Silvestro 1
34121 Trieste
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Chiesa Metodista

Scala dei Giganti 1
34122 Trieste
tel. e fax 040 630892
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Past. Ruggero Marchetti

Via G. Brunner 8
34125 Trieste
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