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Festa della libertà – 17 febbraio

 

 

 

 

A Trieste la “Festa della Libertà”  assume sempre di più l’aspetto di  una festa aperta a tutta la  città, cui partecipano le chiese protestanti  elvetica, metodista, luterana,  avventista, ma anche cattolici,   non senza  una qualificata rappresentanza delle istituzioni, quest’anno  con il Vicesindaco Fabiana Martini e il Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat;  quasi anticipando di fatto la proposta  dell’auspicata  ricorrenza nazionale per tutti.  Una città in cui i diritti civili ai non cattolici e non cristiani e la tolleranza religiosa risalgono al  Settecento, ottenuti allora senza fatica per gli interessi del porto franco in ascesa. Alla  fine della prima guerra mondiale, quando la città è stata unita all’Italia,  la  forte presenza di connazionali  valdesi  giunti allora,   con alle spalle la   sofferta storia secolare di ghettizzazione e di persecuzioni   finalmente annullate dalle Lettere Patenti  di Carlo Alberto,  ha arricchito  le comunità  presenti  con  la  sensibilità,  maturata nel loro esemplare cammino,  sostenuto dalla fede,   per la  difesa della libertà civile e religiosa.  Al  clima di   festa ha contribuito una cordiale accoglienza di comunità e di cittadini agli eventi programmati,   con i  rinfreschi offerti e il  pranzo comunitario  preparati dell’unione femminile elvetico-valdese   in collaborazione con la  metodista.
Nel  culto  tenuto domenica nella  basilica medievale di Cristo Salvatore,  il pastore Ruggero Marchetti,  commentando  Marco 3, 7-19,  si è soffermato  sulla  folla che circondava Gesù,  indicando nella sgradita testimonianza a Cristo degli spiriti immondi  la larvata  tentazione del potere,   e   sulla chiamata  di  pochi  per l’annuncio del vangelo  e per scacciare i demoni.  Collegando il messaggio  evangelico di salvezza  alla   libertà,  di fatto  spesso  minacciata  più che favorita  dal potere  religioso e civile, ha   accostato  il 17 febbraio 1848  ad un altro  17 febbraio, quello del 1600, un anno santo per i cattolici;  giorno   in cui fu messo al  rogo un grande uomo libero, Giordano Bruno, perseguitato dalle chiese,  anche protestanti,  e dal potere politico  per le sue idee,  il cui  ricordo tuttora rimane  silenziato  in Italia dall’anno  giubilare cattolico per le  ricorrenze  dei centenari.
Al pomeriggio,  dopo il pranzo comunitario nella chiesa metodista,  si è svolta  la presentazione dell’attività a Chintamani in India,  presso Bangalore,  dell’organizzazione  non governativa “Born Foundation” ,  sostenuta  da anni  dalle chiese valdese  elvetica e metodista triestine, operante  in favore dei bambini senza famiglia.  In modo particolare sono stati illustrati   il lavoro dello  staff  professionale,  costituito da membri  della comunità evangelica locale,   per  una scuola di base intitolata a Michela Balos  della comunità valdese,  prematuramente scomparsa  e  già  insegnante in una scuola cittadina che tuttora la ricorda,   e per    una scuola  professionale per il momento funzionante  per ragazze,  che va crescendo secondo le esigenze e le possibilità finanziarie.
Nell’ambito della ricorrenza,  il sabato  pomeriggio precedente  era  stato  offerto alla città un  concerto d’organo,  molto apprezzato  e  seguito,  del  Maestro  Giuseppe Zudini,  che ha suonato   musiche di Bach, Mendelssohn e Frank.
Gianfranco Hofer

 

 

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