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Archivio di febbraio 2013

Genesi 16, 1-16. Testo biblico e predicazione. Domenica 10.02.13

  Genesi 16 , 1 – 16   Ora Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Essa aveva una serva egiziana di nome Agar. Sarai disse ad Abramo: “Ecco, il Signore mi ha negato di avere figli. Accostati dunque alla mia serva, forse potrò avere un figlio da parte sua”. E Abramo diede ascolto alla voce di Sarai. Così, al termine di dieci anni da che Abramo si era stabilito in Canaan, Sarai, moglie di Abramo, prese la sua serva, Agar l’egiziana, e la diede in moglie ad Abramo suo marito. Egli si accostò ad Agar e rimase incinta. Ma quando s’accorse d’essere incinta, la sua padrona non contò più nulla ai suoi occhi. Allora Sarai disse ad Abramo: “L’offesa fatta a me ricada su di te! Io ti ho messo fra le braccia la mia serva. Ma da quando s’è accorta di essere incinta, io non conto più nulla ai suoi occhi. Il Signore sia giudice fra me e te”. Abramo rispose a Sarai: “Ecco, la tua serva è nelle tue mani: fa’ di lei quello che vuoi”. Ma quando Sarai prese a trattarla duramente, quella se ne fuggì da lei. L’angelo del Signore la trovò presso […]

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Un pensiero dalla predicazione di sabato 9 febbraio 2013 su Marco 15, 1-20

 QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.  Siamo arrivati all’ultima predicazione del breve ciclo su Evangelo e Politica… Abbiamo visto come in questa pagina Gesù col suo silenzio, con il rifiuto di rivendicare un ruolo in quel gioco delle parti, semini il turbamento fra i rappresentanti del potere del mondo. Così lo smaschera per quello che è: appunto, un “gioco delle parti”, una commedia. Così la politica è qui screditata nella sua pretesa di procurare agli uomini salvezza: Pilato, figura dell’ordine stabilito, si dimostra impotente ad impedire la condanna di un giusto; i capi dei sacerdoti e la folla da loro sobillata utilizzano il sistema per distruggere quel preteso scomodo messia; e lo stesso Barabba, che combatte un imperialismo fondato sulla violenza facendo anche lui ricorso alla violenza, si scopre parte integrante del sistema che pure odia, perché ne diventa il beneficiario. Insomma il potere stabilito e la lotta per abbatterlo ci si rivelano qui le due facce di una stessa medaglia: qui e là infatti dominano la stessa logica di potenza. La fede di Gesù desacralizza la politica che si spaccia per “sacra”: assoluta, intoccabile, in grado di distribuire vita e morte. Solo un […]

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Marco 15, 1-20. Testo biblico e predicazione (quarta di una serie su Evangelo e Politica). Sabato 9 febbraio 2013

  Marco 15 , 1 – 20   La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava. Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?». […]

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Incontro di studio comunitario

Mercoledì 6 febbraio alle ore 18.00 nei locali della Chiesa metodista in Scala dei Giganti 1 si terrà il secondo e ultimo incontro di studio sul documento Matrimonio,  famiglia e unioni di fatto  sul quale il Sinodo 2012 ha chiamato le  chiese ad esprimere un proprio parere.

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Un pensiero dalla predicazione di sabato 2 febbraio 2013 su Romani 13, 1-8

   QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni. “Non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio”. Ecco un primo piccolo barlume di luce: le autorità sono stabilite da Dio, dipendono da lui… è un limite importante al potere assoluto, perché questo vuol dire che le autorità riconosciute come tali nel mondo, però non sono mai, esse stesse, “dio”. Se pensiamo a come certi augusti imperatori romani avessero la tendenza a considerarsi dei veri e propri dèi e rivendicassero per sé un sacerdozio apposito ed un culto obbligatorio per tutti i loro sudditi, qui c’è davvero qualche cosa a cui pensare… Ma c’è ancora dell’altro, evocato proprio le parole che abbiamo ricordato prima: “chi resiste all’autorità si oppone all’ordine voluto da Dio”?… C’è un “ordine di Dio”? E di fatto qual è? Qui si pone un problema… E poi però, ecco un altra parola che ci va per traverso: “Chi resiste all’autorità si oppone all’ordine voluto da Dio e si attirerà addosso una condanna”… Quanti eretici… quanti uomini e donne sono stati condannati prendendo spunto da questa piccola frase e da altre simili a questa… Anche il […]

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Romani 13, 1-8. Testo biblico e predicazione (terza di una serie su Evangelo e e Politica). Sabato 2 febbraio 2013

  Romani 13 , 1 – 8   Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio. Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l’autorità? Fa’ il bene e avrai la sua approvazione, perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza. È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di Dio. Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l’onore a chi l’onore Non abbiate altro debito con nessuno, se non di […]

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