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Archivio di marzo 2013

I nostri culti della Settimana Santa

  Giovedì santo 28 marzo, ore 19.00 in Scala dei Giganti RICORDO DELL’ISTITUZIONE DELLA CENA DEL SIGNORE Celebrazione della Cena del Signore e Cena comunitaria di condivisione con la partecipazione della Scuola domenicale   Venerdì santo 29 marzo, ore 18.00, i n San Silvestro-Cristo Salvatore CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE Lettura della Passione nel Vangelo di Marco Brani d’organo a cura del M° Giuseppe Zudini Meditazione sul Salmo 22   Domenica 31 marzo, ore 10.30, in San Scala dei Giganti CULTO DELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE Celebrazione della Cena del Signore Testo della Predicazione : Esodo 13,17-14,21 + Esodo 15, 1-13. 17-21

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Settimana di rinuncia metodista

  La settimana che inizia con la domenica delle Palme (quest’anno dal 24 al 31 marzo), nelle Chiese metodiste, è dedicata alla “rinuncia”. Anticamente, i giorni che precedevano la Pasqua erano giorni di digiuno e di preghiera: ciò che veniva risparmiato veniva donato ai più poveri. Anche a noi, assieme alla preghiera, è chiesto di rinunciare a qualcosa in questa settimana e di compiere, con quanto “non speso”, un gesto di solidarietà nel ricordo del grande dono fattoci da Dio risuscitando Gesù Cristo e aprendoci la strada ad una vita autentica. Tale gesto di riconoscenza viene devoluto – anche qui: come segno di gratitudine! – a quanti hanno predicato l’Evangelo nelle nostre chiese o in loro ricordo. Infatti le offerte sono devolute al “Fondo Pensioni” utilizzato dall’amministrazione della nostra Chiesa per le pensioni dei pastori emeriti e delle vedove.  

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Giovanni 8, 1-11. Testo biblico e predicazione tenuta a Scala dei Giganti la Domenica delle Palme 24 marzo 2013

  Giovanni 8 , 1 – 11   Gesù andò al monte degli Ulivi.  All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?»  Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra.  Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più».   Un […]

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Un pensiero dalla predicazione della Domenica delle Palme 24 marzo 2013 su Giovanni 8, 1-11

   QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni. Il breve, intenso colloquio che chiude il nostro testo è la conferma della solidarietà di Gesù con la peccatrice graziata, e della sua salvezza. Sono lì loro due, e Gesù le dice: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata? … Nessuno, Signore … Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”. In maniera istintiva, e però limpida e chiara, la donna ha fatto suo quel che è accaduto. Ha capito che in quello strano uomo che s’è chinato a terra e ha scritto con il dito, quel medesimo Dio che ha dato ad Israele la legge che la condannava a morte, “s’è chinato” fino alla nostra “terra degli umani”… al livello degli uomini e delle donne marchiati dal peccato. Così, a nessuno è più possibile, e tanto meno ai pii, mettersi su un gradino e giudicare gli altri, ergersi a rappresentanti del Dio Altissimo per scaraventare i peccatori e le peccatrici a terra e coprirli di sassi… Sì, ha intuito, quella donna, che colui che era stato chiamato dagli scribi e dai farisei col titolo di “maestro” della legge, la legge l’ha abolita. Ed […]

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Genesi 21,1-8. 22, 1-19. Testo biblico e predicazione del culto delle palme. San Silvestro, 23.03.13

    Genesi 21, 1 – 8a . 22, 1 – 19   I l Signore visitò Sara come aveva detto; e il Signore fece a Sara come aveva annunziato. Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato. Abraamo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. Abraamo circoncise suo figlio Isacco all’età di otto giorni, come Dio gli aveva comandato. Abraamo aveva cent’anni quando gli nacque suo figlio Isacco. Sara disse: “Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l’udrà riderà con me”. E aggiunse: Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia”. Il bambino dunque crebbe e fu divezzato. ( . . . )   Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abraamo e gli disse: “Abraamo!”. Egli rispose: “Eccomi”. E Dio disse: “Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che tu ami, Isacco, e va’ nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò”. Abraamo si alzò la mattina di buon’ora, sellò il suo asino, prese con sé due suoi […]

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Un pensiero dalla predicazione di sabato 23 marzo su Genesi 21, 1-8. 22, 1-19

  QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni. In Genesi 22 c’è una chiara polemica contro ogni tipo di sacrificio umano, questa barbara usanza che (può sembrare strano, ma è così) è stata praticata anche in Israele. I libri dei Re rimproverano vari sovrani di Giuda e di Israele per aver fatto passare i loro figli attraverso il fuoco come offerta suprema in situazioni estreme di pericolo. La nostra pagina ha allora un valore pedagogico, e fa vedere come, anche se a volte a un uomo può sembrare che Dio gli chieda questo, in realtà egli non vuole mai e non vuole affatto che gli si offrano delle vite umane: il Signore non è un Moloch! Ma tutto questo ancora non ci serve a penetrare – come c’eravamo prefissi – il mistero inquietante di quel “dover morire” di Gesù che rimanda al progetto divino, l’enigma di Dio Padre che realizza la morte di suo Figlio… Forse ci può aiutare un’altra chiave di lettura di questo testo sconcertante e ricco. Non è questa l’unica volta nella Bibbia che Dio sembra distruggere egli stesso quello che prima aveva costruito (pensiamo solo al racconto del “diluvio” in Genesi 6-9). […]

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Gruppo liturgico a Scala dei Giganti

Giovedì 21 marzo alle ore 18.30 nei locali di Scala dei Giganti, avrà luogo il secondo incontro del Gruppo che si occuperà di curare le liturgie dei culti nella chiesa metodista. Tutte le persone interessate sono invitate a partecipare.

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Studio biblico sull’Epistola di Giacomo

Mercoledì 20 marzo, alle ore 18.00, nei locali della Basilica di San Silvestro-Cristo Salvatore, quinto incontro  di studio sull’Epistola di Giacomo: lettura e commento di Giacomo 4, 13 – 5, 20.  A cura del past. Ruggero Marchetti

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Giovanni 9, 1-41. Testo biblico e predicazione. Scala dei Giganti, 17 marzo 2013

  Giovanni 9 , 1 – 41 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo». Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, e gli disse: «Va’, làvati nella vasca di Siloe» (che significa: mandato). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. Perciò i vicini e quelli che l’avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?» Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». Allora essi gli domandarono: «Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?» Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: “Va’ a […]

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Un pensiero dalla predicazione su Giovanni 9, 1-41, tenuta a Scala dei Giganti domenica 17 marzo 2013

 QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.  Poiché è egli stesso “la manifestazione” dell’agire soccorrevole del Padre, Gesù applica a sé quel simbolo della luce che gli viene dalla festa appena terminata: “Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo”. E proprio come all’origine del mondo la luce evocata dalla parola creatrice del Signore ha disperso le tenebre del caos (cfr Genesi 1, 1 ss.), così qui la luce che è Gesù squarcia e vince la tenebra che avvolgeva da sempre gli occhi, il cuore, la vita di quel cieco. Ma Gesù opera questa volta in modo strano: “Sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, e gli disse: «Va’, làvati nella vasca di Siloe»”. Ha voluto fare del “fango”, perché dopo la luce, vuole anche “l’acqua che scorre leggera di Siloe”, anch’essa con la luce simbolo di “Succot”: sì, tutto qui deve avvenire nella piena cornice della festa della riconoscenza e della gioia! Ed il cieco va a Siloe, e “si […]

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