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Un pensiero dalla predicazione su Giacomo 3, 1-13, tenuta in Scala dei Giganti il 13.04.13

    QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni.

Se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la saggezza che scende dall’alto; ma è terrena, animale e diabolica. Infatti dove c’è invidia e contesa, c’è disordine e ogni cattiva azione”.

Non siamo alle prese con una pagina di semplici consigli pratici di buon senso, del tipo: “Se vuoi vivere tranquillo, impegnati a controllare la tua lingua”. Qui c’è molto di più. C’è una sapiente, profonda riflessione sulla parola, e perciò sull’essere umano, perché la parola è al cuore di tutto ciò che è umano, e della nostra vita e delle nostre riflessioni…

Ma proprio perché le cose stanno così, proprio perché l’essere umano è l’essere “parlante” (è questo che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi di nostra conoscenza, e ci rende infinitamente più grandi e anche più fragili di loro), Giacomo ci interpella seriamente a riflettere sul rapporto strettissimo che esiste sempre nella nostra esistenza fra le nostre parole e i nostri atti. Perché – è una cosa che sappiamo molto bene, ma che dobbiamo sempre ricordare – è l’“essere” profondo di una persona che dà il senso alle sue parole, e questo più delle parole stesse che vengono pronunciate. Noi possiamo lanciare una medesima parola per distruggere o per costruire e l’effetto non sarà mai lo stesso: quella parola distruggerà o costruirà a seconda del nostro intento.

Insomma, veramente la parola è uno strumento insieme poderoso e delicato, da maneggiare con la massima cura, anche perché una parola detta non ritorna più indietro, e se è una parola che fa male, fa male per davvero! Come ammonisce Giacomo, “Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e, infiammata dalla geenna (sospinta come da una forza diabolica), dà fuoco al ciclo della vita (può incenerire tutta un’esistenza)”.

Noi conosciamo tutti la forza annientatrice delle chiacchiere, delle calunnie, delle bugie dette sovente senza neanche pensarci… E però sappiamo anche che, come dicevamo poco fa, non c’è umanità senza parola… non c’è uomo o donna senza una parola pronunciata su di lui, un nome ricevuto, un legame con altri esseri umani che passa sempre attraverso le sue e le loro parole… La lingua, allora è al tempo stesso micidiale e buona? Direi che di per sé, non è né buona né cattiva, è complessa, come noi siamo complessi.

Ma c’è una soluzione per questa complessità che certo ci sgomenta?

C’è, ci dice Giacomo. È “la saggezza che viene dall’alto”. Ma cos’è questa saggezza? Forse è la coerenza di una vita che senza arrivare mai ad essere perfetta,pureci permette di vivere nella giusta relazione con noi stessi e con gli altri. Ci permette, se non quella perfezione che del resto non è nostra, perché – come ci è stato ricordato: “manchiamo tutti di molte cose”, di essere più umani: “La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace. Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace”…                       R. M.

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