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Vedute del viaggio del 15 giugno 2013 nella Carinzia protestante, organizzato dal Centro Schweitzer

Di Gianfranco Hofer

Foto di Armendo Costessi

A Villaco, ci accoglie la graziosa chiesa neogotica situata tra le aiuole in fiore nel Parco cittadino, che indica in modo visibile in città la presenza evangelica; maggioritaria dal 1526, tanto da poter avere un pastore luterano nel Duomo, la Controriforma tentò di cancellarla con ricattolicizzazioni e espulsioni di massa; ma nelle vallate rimase una presenza criptica fino all’Editto di tolleranza di Giuseppe II, che riprese quota fino all’attuale 14% di protestanti in città, ma in alcuni paesi montani tocca il 70%.

Membri del Consiglio di chiesa accolgono il nostro gruppo all’interno della chiesa costruita nel 1902, dopo quella di Skt. Ruprecht che raccoglieva gli evangelici delle vallate verso nord inaugurata poco dopo l’Editto giuseppino. Abbiamo sentito notizie sugli evangelici oggi in città, in Austria e sul periodo del protestantesimo “nascosto” tra il Cinquecento e fine Settecento, che ha segnato la diversità religiosa della Carinzia.

Altra immagine dell’accoglienza in chiesa, in cui è meglio evidenziato l’organo in restauro cui la comunità tiene in modo particolare; anche noi siamo stati coinvolti con una libera offerta, ricevendo in cambio un simpatico fischietto a canna d’organo che, andando in dono a qualche nipotino, non farà forse la gioia di familiari e vicini.

Il duomo gotico di s. Giacomo per quasi settant’anni protestante, dal 1526 al 1594 anno in cui il Patriarca di Aquileia ne riprese il possesso abbattendo con l’ascia le porte, sbarrate dai cittadini. Costruito nel periodo di sviluppo della città come “mercato” voluto dai vescovi di Bamberga, dei quali il territorio è stato feudo. Conserva numerose tracce del periodo della Riforma, non cancellate dallo zelo dei controriformatori, per la netta opposizione cittadina.

Nella foto Il pulpito che commemora la pace di Augusta del 1555, fatto costruire da Udalricus De Keynberg vicedomino di Bamberga e duca di Carinzia ricordato nel quadro centrale. Il pulpito, a forma di calice, evidenzia la Parola di Dio che viene dalla “radice” di Jesse (base), preparata da re e profeti (colonna di sostegno), incarnata in Cristo della cui vita sono rappresentati (in alto) nei 5 quadri annunciazione, nascita, morte, risurrezione, discesa agli inferi, commentate da testi tratti dalla traduzione tedesca della Bibbia di Lutero. Si intravede una delle tombe dei cittadini di Villaco, di cui alcune riportano scritte apertamente protestanti che ricordano la giustificazione per sola fede. La forma di calice, le scritte dalla Bibbia di Lutero, la discesa agli inferi che nega il purgatorio sono evidenti affermazioni “protestanti”.

E infine il lago di Ossiach, dal verde dell’ex monastero benedettino, una boccata di fresco nella prima giornata torrida anche in Austria, non escluso il nostro pullman che ha evidenziato non gradevoli problemi nel condizionatore d’aria. Oltre il vaporetto si vede il campanile del paese di Tschőran, uno dei paesetti in cui vi sono rimaste famiglie protestanti senza soluzione di continuità dal Cinquecento.

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