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Archivio di luglio 2013

Marco 5, 1-20. testo biblico e predicazione tenuta a Scala dei Giganti durante il culto estivo unificato di domenica 28 luglio 2013

  Marco 5 , 1 – 20 Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percuotendosi con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». Egli […]

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Un pensiero dalla predicazione su Marco 5, 1-20, tenuta a Scala dei Giganti durante ilculto estivo unificato di domenica 28 luglio 2013

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Molti di noi ascoltano quasi da una vita, nella Bibbia e nel culto, l’annuncio del Regno di Dio… delle “grandi cose che Gesù ha fatto per noi”. Lo stesso annuncio proclamato dall’“uomo che era stato indemoniato”, che suscitava “in tutti meraviglia”… Ma chi di noi si meraviglia più? Chi tra di noi vive l’esperienza che, ogni volta che l’evangelo è predicato, è posto davanti alla decisione inevitabile di prenderlo sul serio? Dove sono fra noi i cristiani tranquilli e pacifici che vedono incrinarsi la loro “buona coscienza” e si rendono conto che forse col Signore la buona coscienza non serve poi a molto, e invece servono il ravvedimento e l’ubbidienza? Dove sono i peccatori turbati e insieme illuminati e consolati dall’annuncio della infinita misericordia del Dio di Gesù Cristo? Da noi tutto è tranquillo, tutto sempre scontato: troppo tranquillo e troppo scontato! La fede e la partecipazione alla vita della chiesa sono per molti aspetti un’abitudine. Da quanto tempo nelle nostre comunità non si è prodotta più un’agitazione paragonabile a quella che il Signore ha suscitato smontando dalla barca approdata “all’altra riva” ? Non dobbiamo e non possiamo […]

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Giudici 9, 1-21. Testo biblico e predicazione tenuta a Scala dei Giganti durante il culto estivo unificato di domenica 21 luglio 2013

  Giudici 9 , 1 – 21 Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò a loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, e disse: «Vi prego, dite ai Sichemiti, in modo che tutti odano: Che cos’è meglio per voi, che settanta uomini, tutti figli di Ierubbaal, regnino su di voi, oppure che regni su di voi uno solo? Ricordatevi ancora che io sono vostre ossa e vostra carne». I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuore loro si inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: «È nostro fratello». Gli diedero settanta sicli d’argento, che tolsero dal tempio di Baal-Berit, con i quali Abimelec assoldò degli avventurieri audaci che lo seguirono. Egli andò alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma Iotam, figlio minore di Ierubbaal, scampò perché si era nascosto. Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem. Iotam, essendo stato informato della cosa, […]

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Un pensiero dalla predicazione su Giudici 9, 1-21, tenuta a Scala dei Giganti durante il culto unificato di domenica 21 luglio 2013

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Attraverso il filtro dell’antica favola di Iotam, noi possiamo guardare a Gesù.   Abbiamo visto come l’albero, se vuole regnare sugli altri, perde la sua stessa ragion d’essere, perché perde se stesso ed il suo far frutto: solo il pruno che non produce frutti ma soltanto alimenta il fuoco distruttore… solo lui può regnare!   Ebbene l’albero, piantato nelle terra e con i rami tesi verso il cielo, che ne fanno – come già abbiamo detto – una realtà simbolica intermedia fra l’ambito terrestre e quello spirituale, sia per la sua configurazione sia per la mediazione che sembra esercitare, ci rimanda a Gesù crocifisso. Sì, la croce, col suo tronco piantato in terra e le sue braccia tese, in fondo è anch’essa un albero… e Gesù inchiodato su quell’albero dai poteri politici e religiosi del suo tempo… coronato dai rami di un pruno… è lì, fra terra e cielo… si manifesta lì come non mai vero uomo e vero Dio! E con la sua presenza silenziosa eppure terribilmente e meravigliosamente eloquente, ci invita a riflettere che anche noi dobbiamo avere questo “doppio ancoraggio”: creature umane radicate nella terra, […]

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Luca 9, 57-62. Testo biblico e predicazione tenuta a Scala dei Giganti, durante il culto unificato di domenica 14 luglio 2013

  Luca 9 , 57 – 62    Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: «Io ti seguirò dovunque andrai». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». Ed egli rispose: «Permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio». Un altro ancora gli disse: «Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia». Ma Gesù gli disse: «Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio».     Il papa a Lampedusa: una visita significativa, una bella testimonianza, delle belle parole. Soprattutto quando ha inchiodato gli uomini e le donne della nostra società all’incapacità di lacrimare per chi soffre e chi muore; quando ci ha ricordato che viviamo in una sorta di “bolla d’aria” che ci rende insensibili. Sì, siamo sempre più presi dalle nostre voglie, dai nostri desideri e dalle nostre paure, sempre più delle monadi… frantumati e isolati fra di […]

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Un pensiero dalla predicazione su Luca 9, 57-62, tenuta a Scala dei Giganti, durante il culto unificato, domenica 14 luglio 2013

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Quel che Gesù risponde a questi suoi potenziali tre discepoli è a prima vista, quasi insopportabile. Non abbiamo forse tutti l’umanissimo bisogno di poggiare ogni tanto il nostro capo da qualche parte? Non abbiamo il diritto di onorare i nostri morti? Non siamo responsabili nei confronti dei nostri congiunti e degli amici, sicché non li possiamo piantare in asso senza nemmeno dire loro “addio”? Io penso che qui Gesù non risponda a queste legittime questioni, perché abborda un altro tema, ci pone lui una sola e medesima domanda: come dobbiamo impostare la nostra relazione con lui e, attraverso lui, con Dio? I “candidati discepoli” del nostro testo hanno tutti e tre il desiderio di seguire Gesù, di vivere con lui. Questo è già qualche cosa, e anzi è già molto, ma non è sufficiente. Per due motivi: anzitutto, perché la loro volontà deve ancora far passare questo desiderio dalla formulazione alla realizzazione, dalle parole ai fatti; poi perché la loro intelligenza deve ancora comprendere cosa in realtà significhi questo sogno di seguire Gesù nel concreto della sua esigenza e della sua promessa: cosa vuol dire “odiare padre e […]

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Isaia 43, 1-7. Testo biblico e predicazione tenuta a Scala dei Giganti la domenica 7 luglio 2013 nel corso del culto estivo unificato

  Isaia 43 , 1 – 7 Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore; io ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; io ricondurrò la tua discendenza da oriente, e ti raccoglierò da occidente. Dirò al settentrione: «Da’!» E al mezzogiorno: «Non trattenere»; fa’ venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra: tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti. “Tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato, e io […]

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Un pensiero dalla predicazione su Isaia 43, 1-7, tenuta a Scala dei Giganti nel culto estivo unificato di domenica 7 luglio 2013

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Lo specifico della fede che nasce dalla Bibbia è credere che in ogni caso, al di là di ogni apparenza e anche di ogni realtà, il Signore di Israele e di Gesù ha il potere di agire nella storia ed effettivamente agisce in essa. E noi siamo chiamati a cogliere questa sua presenza attiva e ad impegnarci a nostra volta ad agire nella storia, accanto a Dio e in virtù della sua forza che ci dona, sapendo che proprio perché lui è il Signore anche della storia, “la nostra fatica non è vana nel Signore” (1 Corinzi 15, 58). Quest’uso buono e attivo della forza della speranza che ci è stata donata è la nostra responsabilità di credenti. Una responsabilità che raramente abbiamo esercitato, e questo è stato e è ancora il grande peccato della cristianità. A questo ci richiama il nostro testo d’oggi in Isaia. All’inizio abbiamo parlato di “elezione”, di una scelta particolare operata da dio nei confronti di un popolo, che per questo è “il suo” popolo. Sappiamo quanto questo concetto, applicato alla storia, sia stato e sia difficile, e anzi spesso sorgente di soprusi […]

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