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Un pensiero dalla predicazione su Luca 6, 20-26, tenuta durante il culto di domenica 29 dicembre 2013 alle ore 9.30, in San Silvestro – Cristo Salvatore

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni

. . . Ancora una volta: nessuno ama sentirsi fragile.

 Ma la vera forza non consiste nel non subire mai sconfitte e fallimenti nel corso della vita, bensì nel riuscire ad essere più vicini a Dio e agli altri e alle altre, e più vicini a noi stessi… a quello che noi siamo veramente, e così crescere nella verità.

     E se Dio sceglie i deboli – ce lo ricorda in questi giorni il cantico di Maria: “Ha deposto i potenti dai troni e ha innalzato gli umili; ha colmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi” (Luca 1, 52-53) – è per confondere l’arroganza dei forti e ricondurli con i piedi per terra, ricondurli cioè al loro dovere di esseri umani che è quello di proteggere la vita in tutte le sue forme e di non abusare mai della loro posizione per approfittare degli altri e delle altre, di non strappare mai la dignità all’esistenza di qualcuno per il loro profitto.

 Ecco allora: per oltrepassare le barriere più solide e più dure, Dio canta. Canta per arrivare nelle profondità dei cuori umani. Canta e si fa poeta per risvegliare la nostra fragilità.

Non che ci voglia deboli, impauriti… No, vuole restituirci alla nostra verità che è fatta di forza e di debolezza, di bellezza e bruttezza, di riuscite e sconfitte, di bontà e di violenza, di vita e di morte. E così viene a cantare col suo Spirito divino delle parole insieme ardenti e dolci, per liberarci dalla nostra mania di grandezza che causa molta, troppa infelicità.

 Davvero, beati quelli che accettano la loro debolezza, perché non schiacceranno mai nessuno!

 E allora andiamo avanti, con Gesù che è venuto per essere il canto di Dio per noi! E impariamo a lasciare gli altri e anche noi stessi liberi di inciampare, perché nella vita questo capita… e di ricominciare, aiutandoci a vicenda quando occorra. La giustizia e l’equità cresceranno sotto i nostri passi!

 Sì, beati i fragili, i feriti dalla vita: in Gesù, Dio è venuto a cantare il loro canto per la felicità di tutti e tutte.

                                                                                            R. M.

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