sito delle CHIESE EVANGELICHE ELVETICA, METODISTA e VALDESE di TRIESTE e DIASPORA
Per ulteriori informazioni chiama lo 040 632770

Archivio di marzo 2014

Marco 10, 32-45. Testo biblico e predicazione tenuta durante il culto di domenica 30 marzo 2014 in San Silvestro-Cristo Salvatore

  Marco 10 , 32 – 45     Mentre erano in cammino salendo a Gerusalemme, Gesù andava davanti a loro; essi erano turbati; quelli che seguivano erano pieni di timore.   Egli prese di nuovo da parte i dodici, e cominciò a dir loro le cose che stavano per accadergli: “Noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi. Essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, i quali lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e l’uccideranno, ma dopo tre giorni egli risusciterà”.     Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendogli: “Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Che volete che io faccia per voi?”. Essi gli dissero: “Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria”. Ma Gesù disse loro: “Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io bevo, o essere battezzati del battesimo del quale io sono battezzato?”. Essi gli dissero: “Sì, lo possiamo”. E Gesù disse loro: “Voi certo berrete il calice che io bevo e sarete battezzati del battesimo […]

Leggi tutto

Un pensiero dalla predicazione su Marco 10, 32-45, tenuta domenica 30 marzo 2014 in San Silvestro-Cristo Salvatore

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Dopo l’annuncio della sua passione e della sua risurrezione, i due “figli di Zebedeo”, s’avvicinano a Gesù, e in modo insieme timido e sfrontato, gli dicono dapprima: “Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”. E poi, alla sua domanda:“Che volete che io faccia per voi?”:“Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria”. ”Giacomo e Giovanni” hanno giustamente intuito che la via di Gesù è una via che conduce alla vittoria, ma questa intuizione li porta ad ignorare tutto ciò che precede il “tre giorni dopo risusciterà”. Per loro, adesso tutto è solo “gloria”! E a questa gloria vogliono aver parte al massimo livello: direttamente al fianco di Gesù! Ma, in questo modo, il loro aver compreso si fa fraintendimento. Gesù ha parlato di perdere la vita, di farne dono per poi ritrovarla. Giacomo e Giovanni pensano al potere, pensano ai “seggi” sui quali stare assisi: qui c’è solo ambizione… “Voi non sapete quello che chiedete”, è l’amara risposta di Gesù. Come Pietro, di fronte al primo annunzio della passione, s’era messo a rimproverare Gesù meritandosi l’appellativo “Satana”, […]

Leggi tutto

Venerdì 4 aprile alle 18 recital/testimonianza “Li Valdés” a s. Silvestro

“Li Valdés:  i Valdesi, storia e canti di un popolo – chiesa”  è il titolo del recital/testimonianza di e con  Maura e JL Sappé, del GTA, Gruppo Teatro Angrogna (Angrogna-Torre Pellice),  organizzato dal Centro Studi Albert Schweitzer che si terrà nella basilica di  s. Silvestro-Cristo Salvatore  alle ore 18 venerdì 4 aprile. Scarica QUI il programma. Il programma presenta il percorso storico dei Valdesi italiani, con testi di canti  che vanno dal XII al XX secolo; provengono  dai tempi di Valdo di Lione all’inizio del movimento, delle condanne della prima inquisizione che con i Catari li colpì,  della Riforma protestante a cui i Valdesi  aderirono, delle stragi di Calabria e del Piemonte nella Controriforma cattolica, dell’esilio di molti dal Piemonte e del “glorioso rimpatrio“, del periodo della chiusura nel  ghetto nelle Valli, della conquista dei diritti civili e religiosi del 1848, dell’unità d’Italia che poi apri alle speranze di libertà più ampia e di nuova evangelizzazione nel nostro paese,  e infine  del presente di una chiesa  che guarda all’oggi e  al futuro.

Leggi tutto

Marco 9, 30-37. Testo biblico e predicazione tenuta durante il culto di domenica 23 marzo 2014 in Scala dei Giganti

  Marco 9 , 30 – 37       Poi, partiti di là, attraversarono la Galilea; e Gesù non voleva che si sapesse.   Infatti egli istruiva i suoi discepoli, dicendo loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà». Ma essi non capivano le sue parole e temevano d’interrogarlo.     Giunsero a Capernaum; quando fu in casa, domandò loro: «Di che discorrevate per strada?». Essi tacevano, perché per via avevano discusso tra di loro chi fosse il più grande.   Allora, sedutosi, chiamò i dodici e disse loro: «Se qualcuno vuol essere il primo, sarà l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».   E preso un bambino, lo mise in mezzo a loro; poi lo prese in braccio e disse loro: «Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato».       Spesso, quando vado a Roma e posso andarci, vado volentieri a Campo de’ Fiori. È una delle più belle piazze di quella città dalle tante belle piazze, una piazza insieme popolana e aristocratica, e […]

Leggi tutto

Un pensiero dalla predicazione su Marco 9, 30-37, tenuta domenica 23 marzo 2014 in Scala dei Giganti

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni È tipico di noialtri esseri umani vantarci e litigare per ciò che non abbiamo. Così non fa meraviglia che, proprio quando mostrano di non avere in sé un briciolo di grandezza, non riuscendo nemmeno a comprendere l’annuncio che Gesù ha appena fatto loro della sua passione, morte e risurrezione, i discepoli si mettano a discutere su “chi fosse il più grande tra di loro”. Ed ancora una volta, con pazienza ed amore, Gesù si china sulla loro povera vanità, e dona loro un insegnamento, che non è fatto solo di parole, ma anche di “carne e sangue”: è il bambino che pone in mezzo a loro. E attraverso quel “cucciolo di uomo”, solleva gli occhi dei discepoli dai loro assurdi sogni di grandezza su su direttamente fino a Dio: “Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato”. Non so se vi rendete conto… qui Gesù intreccia una catena vertiginosa: accogliere un bambino è come accogliere lui, e accogliere lui è come accogliere Dio stesso. Risultato: un bambino = Gesù = Dio! Mentre […]

Leggi tutto

Venerdì 28 marzo il Prof. Enrico Benedetto, invitato dal Centro Schweitzer, alle ore 18 parlerà delle chiese riformate davanti alle nuove realtà familiari oggi

Il secondo incontro del ciclo sulla famiglia, organizzato per l’anno in corso dal Centro Studi Albert Schweitzer, sarà tenuto da  Enrico Benedetto, professore di teologia pratica alla Facoltà valdese di Teologia a Roma e direttore della rivista teologica “Protestantesimo”. Il titolo della sua conferenza, nella basilica di s. Silvestro –  Cristo Salvatore,  è “Famiglie 2014: tra fine serie  e promozioni. Per una lettura evangelica del cambiamento”.  Si annuncia come una riflessione a tutto campo sulla famiglia oggi. Rottamare la famiglia o sacralizzare i residui? il panorama non solo italiano testimonia il moltiplicarsi di aggregazioni familiari inedite, o marginali nel passato anche recente. Che sguardo posare, alla luce della fede cristiana, su “modelli” ed evoluzioni talora sorprendenti? La “morale cattolica”, peraltro in fase di relativo “aggiornamento”, non ha un equivalente magisteriale o comunque normativo in campo evangelico. E tuttavia l’attenzione dei Sinodi (valdese in particolare) e delle altre istanze ecclesiali protestanti appare elevatissimo in materia, fino a includere una “teologia di genere” – come testimonia la benedizione delle coppie omossessuali – finora non attivata da altre confessioni cristiane. L’incontro/conferenza si propone di fare il punto sui cambiamenti in corso suggerendo un’analisi di prospettiva, ispirata da considerazioni evangeliche”

Leggi tutto

Giovanni 5, 1-16. Testo biblico e predicazione tenuta durante il culto di domenica 16 marzo 2014 alle ore 11.00 in Scala dei Giganti

  Giovanni5 , 1 – 16 Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, [i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito]. Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?». L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina». In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare. Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: «È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi […]

Leggi tutto

Un pensiero dalla predicazione su Giovanni 5, 1-16, tenuta domenica 16 marzo 2014 in Scala dei Giganti

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni In questa pagina del vangelo di GiovanniGesù, quasi sentendosi in colpa per averlo obbligato a stare dritto, non abbandona il paralitico che ha appena risanato e che sembra essere “senza forza” per affrontare la sua nuova vita, ed invece continua a interessarsi a lui con una grande attenzione e una grande cura.  Insomma, dopo averlo salvato da un passato di infermità e dolore, cerca anche di salvarlo per il futuro: “Lo trovò nel tempio, e gli disse: – Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio”.  E qui davvero, rimaniamo stupiti: cosa può mai “accadere di peggio” a quell’uomo rispetto al suo essere rimasto per “trentotto anni” bloccato sul lettuccio?  Proprio ciò che gli accade. Come abbiamo udito, adesso usa le gambe che adesso gli funzionano per andare a denunciare il suo benefattore: “L’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l’aveva guarito era Gesù”. E“per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo”.  Le gambe gli funzionano… ma il cuore è sempre quello: un cuore tanto piccolo. Troppo piccolo per la riconoscenza, per l’amore, per il coraggio. E […]

Leggi tutto

Ebrei 4,14 – 5,10. Testo biblico e predicazione tenuta durante il culto di domenica 16 marzo 2014 alle ore 9.30 in San Silvestro-Cristo Salvatore

  Ebrei 4 , 14 – 5 , 10 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno. Infatti ogni sommo sacerdote, preso tra gli uomini, è costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati; così può avere compassione verso gli ignoranti e gli erranti, perché anch’egli è soggetto a debolezza; ed è a motivo di questa che egli è obbligato a offrire dei sacrifici per i peccati, tanto per sé stesso quanto per il popolo. Nessuno si prende da sé quell’onore; ma lo prende quando sia chiamato da Dio, come nel caso di Aaronne. Così anche Cristo non si prese da sé la gloria di essere fatto sommo sacerdote, ma la ebbe da colui che gli disse: «Tu sei mio Figlio; oggi ti ho generato». […]

Leggi tutto

Un pensiero dalla predicazione su Ebrei 4,14-5,10, tenuta domenica 16 marzo in San Silvestro-Cristo Salvatore

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Questa epistola è stata scritta con uno scopo ben preciso, che possiamo comprendere pensando che è diretta agli Ebrei, cioè a dei cristiani convertitisi dal giudaismo. Lo scopo è quello di ridare loro coraggio, perché sono in una grande difficoltà, dal momento che il loro impegno nella nuova fede ha comportato per loro l’abbandono delle sicurezze su cui sino a poco prima avevano fondato il rapporto con Dio, e più in generale la loro stessa vita: le sicurezze fondate sulla legge, la cui osservanza scandiva l’esistenza giornaliera; e le sicurezze legate ai riti, ai sacrifici che offrivano nel tempio e che mettevano a posto la coscienza… Adesso tutto questo non c’è più. Adesso c’è una fede da vivere nella libertà. Ma non è facile vivere nella libertà. Prima avevi una strada da percorrere, e una strada ti guida, ti dice dove andare.. Adesso puoi volare come l’aquila, ma il cielo è grande e non ci sono strade, devi trovare tu la direzione giusta. In questa situazione, il nostro autore cerca di incoraggiare i suoi interlocutori, invitandoli a riflettere su come Gesù sia un “sommo sacerdote”, al tempo stesso […]

Leggi tutto

Chiesa Elvetica e Valdese

Piazza S. Silvestro 1
34121 Trieste
tel. e fax 040632770
chiesaelveticavaldese@gmail.com

Chiesa Metodista

Scala dei Giganti 1
34122 Trieste
tel. e fax 040 630892
chiesametodistatrieste@virgilio.it

Past. Ruggero Marchetti

Via G. Brunner 8
34125 Trieste
tel. 040 3480366
uff. 040 2415915
rmarchetti@chiesavaldese.org