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Archivio di aprile 2015

A Tramonti di Sopra il Primo maggio giornata comunitaria

Venerdì 1° maggio  a cura del VII Circuito a Tramonti di sopra si svolgerà la GIORNATA COMUNITARIA nel Centro “Luciano Marangon”, con la partecipazione delle Chiese battiste, metodiste e valdesi del Triveneto:l’ appuntamento a Traminti è alle ore 11 per il culto. A seguire pranzo al sacco,, pomeriggio comunitario, rientro alle ore 13.30. Non verrà organizzato, come lo scorso anno, un pulmini da Trieste. Chi volesse partecipare lo farà in macchina, eventualmente offrendo qualche posto libero a chi non può andare con un proprio mezzo. Chi avesse qualche posto libero e chi desiderasse partecipare non disponendo di una macchina, può mettersi in contatto con Maria Luisa Cameriero della chiesa metodista o con il Pastore Ruggero Marchetti. In questo caso il  ritrovo previsto per la partenza è fissato in Piazza Oberdan alle ore 8.00

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Quarto incontro del ciclo sulla libertà, su Carlo Michelstaetter, relatore il Pastore Ruggero Marchetti

Venerdì 24 alle ore 18 il Pastore Ruggero Marchetti traccerà un profilo di Carlo Michelstaetter, filosofo e poeta goriziano, morto suicida a 23 anni nel 1910. “Io so che parlo perché parlo ma che non persuaderò nessuno…” o Dell’impossibile libertà di giungere al possesso della propria vita e alla vera comunicazione con gli altri”. Una sera di ottobre del 1910 si uccideva a Gorizia con un colpo di rivoltella alla tempia Carlo Michelstaetter, un giovane brillante studente universitario di 23 anni di origine ebraica. Aveva appena terminato la tesi di laurea “La persuasione e la rettorica “  destinata a diventare uno dei testi filosofici più significativi della cultura italiana della prima metà del Novecento. Partendo dall’esame di questi due concetti in Platone e Aristotele, Michelstaetter  dà loro un significato peculiare: la “persuasione”  è il tentativo, sempre reso vano dall’irrimediabile manchevolezza della vita, di possedere sé stessi, la “rettorica” è l’insieme linguaggio, di convenzioni, istituzioni, che serve a occultare l’impossibilità di arrivare alla persuasione. Michelstaetter non ha lasciato alcuna spiegazione  del suo suicidio. Forse l’impossibilità di comprendere i suoi genitori, cui era molto legato; e forse anche la consapevolezza filosofico-esistenziale che se (come ha scritto) “Persuaso è chi ha in sé la sua […]

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Giovanni 20, 19-23. Testo biblico e predicazione, tenuta il 12 aprile 2015 in Scala dei Giganti, nel culto della seconda domenica di Pasqua, di ringraziamento per i quaranta anni di matrimonio di Raul Matta e Novella Salari

Giovanni 20, 19 – 23 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».   Ormai tanti anni fa, in una chiesa medievale in Francia ho visto una vetrata che mi ha molto colpito: due grandi figure da una parte il Signore glorioso uscito dal sepolcro, e dall’altra Sansone che – secondo un racconto del libro dei Giudici (16,1-3) – sale in cima ad un monte portando su di sé le grandi porte della città che aveva scardinato dopo che i Filistei le avevano serrate per imprigionarlo all’interno della città di Gaza, nella quale si era recato (ma questo è meglio dirlo sottovoce) per “entrare da […]

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Un pensiero dalla predicazione su Giovanni 20, 19-23, tenuta il 12 aprile 2015, nella seconda domenica di Pasqua.

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Il nostro testo di oggi ci ha fatto contemplare Gesù che “soffia” sui discepoli il suo Spirito. E abbiamo anche letto Romani 12, 9-18, che ci ha parlato della vita cristiana. C’è lì un’espressione che si riaggancia a quel soffio del Signore della sera di Pasqua: è l’invito ad essere “ferventi nello Spirito”, che si può anche tradurre “lasciate soffiare lo Spirito”. Questo ci dice che lo Spirito del Signore non opera soltanto in un contesto religioso, né soltanto per operare miracoli e prodigi, ma opera anche nella vita di ogni giorno. Non c’è nulla di più concreto di quella pagina dell’apostolo Paolo: essere “gioiosi nella speranza”, “perseveranti nella preghiera”, attenti ai bisogni degli altri, esercitare l’accoglienza, non lasciarsi afferrare dal gusto della grandiosità… Cosa c’è di più realistico di questa serie di atteggiamenti con cui Paolo descrive la vita di coloro che “lasciano soffiare lo Spirito”? Certo – lo sappiamo anche troppo bene – chi fra noi può vantarsi di rispettare questo programma pure così semplice? E però, vivere l’amore come credenti non è questione di rispettare un programma. È invece appunto, “lasciare soffiare lo Spirito”, che […]

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Apocalisse 12, 1-18. Testo biblico e predicazione tenuta in Scala dei Giganti il 5 aprile 2015, nel culto unificato della domenica di Pasqua

Apocalisse 12 , 1 – 18 Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Apparve ancora un altro segno nel cielo: ed ecco un gran dragone rosso, che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi. La sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra. Il dragone si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorarne il figlio, non appena l’avesse partorito. Ed ella partorì un figlio maschio, il quale deve reggere tutte le nazioni con una verga di ferro; e il figlio di lei fu rapito vicino a Dio e al suo trono. Ma la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, per esservi nutrita per milleduecentosessanta giorni. E ci fu una battaglia nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e per loro non ci fu più posto nel cielo. Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato […]

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Chiesa Elvetica e Valdese

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