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Discorso della moderatora Alessandra Trotta

Stralcio del discorso di Alessandra Trotta, neoeletta moderatora della Tavola Valdese,dopo  la sua elezione.  – Dopo una introduzione sulle sue esperienze e sulla sua crescita anche spirituale, grazie soprattutto al modo come si vive e  si predica il Vangelo nelle nostre Comunità, continua affermando che però    …  non può esserci spazio per il ripiegamento e per la nostalgia di un passato, guardato con le lenti deformanti dell’idealizzazione …  Non renderemmo onore alle generazioni che ci hanno preceduto, se sfuggissimo alla responsabilità di leggere i segni dei nostri tempi e di interpretare le sfide dell’oggi …

… Una parte del meglio di ciò che abbiamo imparato ad essere mi sembra (che possa riassumersi) in alcune parole … significative … :

1 – La prima parola è NOI. … Tutta la Bibbia è pervasa da immagini che parlano di una predicazione del “noi”. Ma questo “noi” è un noi universale (non contrapposto ad un voi che individua i nemici da cui difendersi); non è settario, elitario ed escludente … La Parola parla ad ogni singolo, lo chiama, lo converte, lo rinnova e fortifica, ma non per isolarlo nel suo “io con Dio”, ma per fargli assumere una responsabilità per un “noi”, per la comunità umana nella quale soltanto ognuno può vivere veramente la dimensione di pienezza cui è destinato. E’ nell’incontro con il Dio di Gesù Cristo che la contrapposizione fra singolo e comunità, fra diritti individuali e sociali, fra benessere personale e bene comune si può davvero sciogliere in un equilibrio virtuoso. La comunità non assorbe il soggetto fino a cancellarlo nella sua specialità e individualità unica; e l’individuo non si concepisce come il centro del mondo al quale asservire gli altri, in un’illusione di autonomia egoistica. …

2 – La seconda parola è capovolgimento ribaltamento: il nostro sinodo ha incoraggiato la Commissione sinodale per la Diaconia a proseguire la campagna di sensibilizzazione che ha come motto “prima gli ultimi”: il grande si fa piccolo, l’ultimo diventa primo, il libero si rende servo, lo schiavo diventa libero; il sapiente si fa umile; l’umile diventa sapiente, il forte si fa debole, il debole diventa forte … Gesù indica ai suoi il servizio come ribaltamento dello status come strada del discepolato, del camminare dietro di lui: allora, è inutile che ci si commuova al pensiero delle sue sofferenze, se non si capisce che Gesù, venuto per servire, è un evento critico, di rottura di portata straordinaria; è un evento che rompe, che cambia, che ribalta le relazioni. …

3 – La terza parola è una parola che guarda all’interno della comunità cristiana, al come dovrebbe essere organizzata, di come dovrebbe vivere, ma che, ancora una volta, proietta il suo valore anche oltre i confini della comunità cristiana. E’ la parola UNITA’. – L’unità di un corpo, la sua compattezza, che non è fondata sulla speciale autorità di un solo membro che è investito di un ruolo, di un potere speciale; non è neppure fondata sul fascino, sulla carismaticità di uno o più leader!  Ma è fondata sulla partecipazione egualitaria (senza gerarchie) e fiduciosa di tutte le parti del corpo alla fatica della costruzione comune. – Egualitaria non vuol dire che tutti fanno tutto: vi sono compiti diversi in relazione ai doni diversi che sono distribuiti, ma il corpo non funziona come deve funzionare se ogni parte non riconosce, non valorizza, non si prende cura, dell’altra, senza distinzioni di importanza, di onore, se non vi è una collaborazione vera, una sinergia (che vuol dire “lavoro insieme”) che si fondi sulla fiducia reciproca, se non vi è la scelta di camminare insieme invece che ciascuno per sé, di costruire insieme avendo un orizzonte nel quale tutti si riconoscono e al quale sentano la responsabilità di partecipare con i propri doni. … Unità non è uniformità, ma pluralità non disconnessa.  …

In cosa dobbiamo crescere per essere davvero il meglio di ciò che siamo chiamati ad essere?  .. In Umiltà: non pensare di sapere già tutto, di capire e sapere fare le cose meglio degli altri. Un’umiltà che apre ad un ascolto attento, sincero, dentro e fuori le chiese, un ascolto di tutti, a cominciare da quelli che non ci sono o non ci sono come vorremmo. – In Fiducia: fiducia in Dio, fondamento della nostra speranza; ma anche fra di noi. … E questa fiducia si costruisce con un’informazione completa e trasparente, una comunicazione fluida, in dialogo costruttivo ancorché critico; con una collaborazione leale che parta dal riconoscimento reciproco … Ci dia il Signore di camminare con umiltà e fiducia incontro alla nostra vocazione.

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