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Mediterranean Hope apre un altro fronte pro immigrati

Da un articolo di Riforma online del 21/10/2019

  • Il 22 e 23 ottobre in Calabria un convegno per presentare il nuovo progetto di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, per il lavoro dignitoso e prodotti “slavery free”.

«Ma che arance mangi? Mezzogiorno, agricoltura, immigrazione» è il titolo del convegno che si terrà domani, 22 ottobre e fino a mercoledì 23 ottobre a Reggio Calabria e San Ferdinando, organizzato da Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.
Dopo l’osservatorio a Lampedusa, la Casa delle Culture a Scicli e i corridoi umanitari dal Libano, Mediterranean Hope ha infatti avviato da poche settimane un quarto fronte di azione, in Calabria.

«Quello che stiamo cercando di fare – spiega Francesco Piobbichi, operatore di MH – è dare un supporto ai lavoratori migranti sfruttati nella piana di Rosarno, dal punto di vista legale e sociale. E implementare una rete di produttori che si impegnino a fare merce “slavery free”, cioè senza lo sfruttamento a cui purtroppo si assiste e che ha creato situazioni di estremo disagio, morti, condizioni indecenti di lavoro e vita per tante persone».
Attualmente, il progetto ha avviato uno sportello informativo mobile: gli operatori di Mediterranean Hope si recano con un furgone nei luoghi di lavoro ed incontro dei lavoratori, il giovedì mattina a San Ferdinando, gli altri giorni in altri centri nella Piana, nei campi formali ed informali.

«Dai primi di settembre – continua l’operatore – abbiamo aperto uno sportello mobile sui diritti sociali per i braccianti, in particolar modo per quanto riguarda il diritto alla residenza e ad un alloggio degno, un’altra azione che stiamo portando avanti è la collaborazione con la scuola di Italiano, nella scuola auto organizzata vicina al campo ufficiale di Rosarno attivando nostri volontari e supporto logistico. In questo mese abbiamo incontrato e risposto alle richieste di circa 50 persone, provenienti principalmente da Gambia, Mali, Costa d’Avorio».

«Teniamo molto a questa nostra nuova iniziativa – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – , nata da una riflessione più ampia sul tema delle migrazioni. Come chiese protestanti da anni ci occupiamo di accoglienza e di corridoi umanitari per portare i rifugiati in sicurezza e legalità in Italia ed Europa. E il lavoro dignitoso è un’altra chiave di accesso fondamentale all’integrazione: per questo abbiamo deciso di essere a Rosarno, in Calabria, e per questo nei prossimi giorni accompagneremo una delegazione di rappresentanti delle chiese evangeliche a visitare quanto stiamo facendo, in questa realtà complessa».

Questo il programma del convegno:
nella mattinata di domani, martedì 22, dalle 10 al parco Ecolandia di Reggio Calabria, si terranno gli interventi del pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI, del sociologo del lavoro Giovanni Mottura, a proposito di “Vecchi e nuovi sguardi sul lavoro agricolo nel Mezzogiorno”, del professor Paolo Naso, coordinatore di MH, per “Da Jerry Maslo a Rosarno” e infine di Tonino Perna, presidente di Ecolandia, a proposito di “Aree interne e immigrazione”.
Il momento di confronto proseguirà nel pomeriggio alle 16 con un panel intitolato “L’alternativa possibile”, al quale parteciperanno Tonino Perna, Stefano Magnoni di Calabria solidale e Fabio Mostaccio dell’Università di Messina.
Il giorno seguente, mercoledì 23, sarà dedicato alla visita ai campi di Rosarno e San Ferdinando, con Francesco Piobbichi, Paolo Morerio della Fondazione Vismara, il giornalista Angelo MastrandreaGiuseppe Pugliese di SOS Rosarno e Beppe Marra dell’USB. A seguire, una discussione sulle buone pratiche da seguire, insieme a Tonino Perna, Maria De Martino dell’associazione interculturale International House, Rosa Vaglio di Sfruttazero, Celeste Logiacco della FLAI CGIL e Francesco Ventrice della Caritas-Drosi.

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