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Archivio per la categoria ‘pensiero del culto’

Un pensiero dalla predicazione su Giovanni 20, 19-23, tenuta il 12 aprile 2015, nella seconda domenica di Pasqua.

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Il nostro testo di oggi ci ha fatto contemplare Gesù che “soffia” sui discepoli il suo Spirito. E abbiamo anche letto Romani 12, 9-18, che ci ha parlato della vita cristiana. C’è lì un’espressione che si riaggancia a quel soffio del Signore della sera di Pasqua: è l’invito ad essere “ferventi nello Spirito”, che si può anche tradurre “lasciate soffiare lo Spirito”. Questo ci dice che lo Spirito del Signore non opera soltanto in un contesto religioso, né soltanto per operare miracoli e prodigi, ma opera anche nella vita di ogni giorno. Non c’è nulla di più concreto di quella pagina dell’apostolo Paolo: essere “gioiosi nella speranza”, “perseveranti nella preghiera”, attenti ai bisogni degli altri, esercitare l’accoglienza, non lasciarsi afferrare dal gusto della grandiosità… Cosa c’è di più realistico di questa serie di atteggiamenti con cui Paolo descrive la vita di coloro che “lasciano soffiare lo Spirito”? Certo – lo sappiamo anche troppo bene – chi fra noi può vantarsi di rispettare questo programma pure così semplice? E però, vivere l’amore come credenti non è questione di rispettare un programma. È invece appunto, “lasciare soffiare lo Spirito”, che […]

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Un pensiero dalla predicazione su Marco 12, 28-34, tenuta in San Silvestro-Cristo Salvatore il 15 marzo 2015, nella domenica “laetare”, quarta del tempo di passione

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Lo scriba che compare in questo passo ha assistito ai confronti fra Gesù e coloro che volevano “metterlo alla prova”. Ed è rimasto via via più ammirato dalla tranquilla forza con cui ha di volta in volta rigettato i tentativi dei suoi avversari di “coglierlo in fallo” e ha smascherato la loro falsità. E quando più nessuno osa fargli domande, gliene fa una lui. Ma questa volta è la domanda vera, sincera, di chi vuole imparare da un maestro che stima. È il tipo di domanda che veniva rivolto ad un rabbì da chi voleva conoscere il cuore, la quintessenza, del suo pensiero e della sua impostazione di fede: “Cosa per te è davvero importante nella legge di Dio?”. È questo infatti il senso della richiesta dello scriba a Gesù – “Qual è il più importante di tutti i comandamenti?” – che dà il via al loro dialogo. E Gesù gli risponde citando la preghiera dello Shema’, quell’”Ascolta, Israele” di Deuteronomio 6 che ogni ebreo ripeteva la mattina e la sera, come la benedizione che apriva e chiudeva la giornata. Così anzi tutto afferma, in piena concordanza con […]

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Un pensiero dalla predicazione su Matteo 19, 16-20,19, tenuta in San Silvestro-Cristo Salvatore domenica 1° febbraio 2015

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni   Fuori dal linguaggio simbolico della parabola, qui conta solo Gesù, questo particolare “padrone”, che non pensa alla sua vigna, ma ad ingaggiare sempre nuove persone: ha chiamato quelli “della prima ora”: quelli che – come “Simone”, “Andrea”, “Giacomo” e “Giovanni” – “hanno lasciato subito” ogni cosa per andare con lui, ma poi pensa anche a tutti quanti gli altri che invece questo non hanno saputo o potuto farlo: a chi alla sua chiamata ha risposto di “no”, a chi ha tergiversato, a chi ha chiesto ancora tempo, a chi s’è allontanato “rattristato” senza riuscire a dire una parola… Gesù non li dimentica, e tanto meno li abbandona. E così torna a uscire ogni volta a chiamarli di nuovo. E lo fa “all’ora terza”, e “alla sesta”, e “alla nona”, addirittura arriva “all’undicesima”, all’ultima ora possibile… ed ogni volta chiama ed ogni volta spera che dicano di sì: soltanto quello conta, il loro “sì”! È, quello, il “sì” della “pecora smarrita e ritrovata” (cfr Luca 15, 4-7), che rende Dio più felice del “sì” scontato delle altre novantanove, che pure sono anch’esse le sue pecore: a loro si […]

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Un pensiero dalla predicazione natalizia su Galati 4, 4-5 tenuta giovedì 25 dicembre 2015 in San Silvestro-Cristo Salvatore

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Cos’è un cristiano, una cristiana, se non colui che entra in questa impensabile, sconvolgente, reale opera di Dio: “Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio…”? Che cos’è , se non colui che impara da Gesù a mettersi a sua volta nella situazione degli altri dei quali fa il suo “prossimo”, per fare condividere al suo prossimo la salvezza di Dio, la piena comunione con lui, e la gioia infinita di questa comunione? Ricordate il meraviglioso prologo della Prima lettera di Giovanni, un altro vero evangelo di Natale: “Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita (poiché la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste […]

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Un pensiero dalla predicazione su Genesi 2, 4b-25, tenuta in San Silvestro – Cristo Salvatore domenica 7 dicembre 2014, nel culto unificato della seconda domenica d’Avvento

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni “Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai”?… Contrariamente a quello che pensiamo ogni volta che leggiamo queste parole, anch’esse sono un dono che Dio fa a quella sua creatura tanto voluta e infine messa al mondo. Gli regala una piena umanità. È questa infatti la primizia di una legge, la nascita di un’etica. È la condizione che Dio crea perché l’uomo possa coniugare in sé la libertà e la responsabilità. È infatti libero di lavorare il giardino, e è libero di consumare ciò che vuole, di gustare dei frutti di tutti gli alberi che Dio ha piantato lì per lui, salvo di uno, quello che gli ha proibito, ma è proprio quella proibizione che lo rende responsabile davanti a Dio e davanti a se stesso. C’è un limite che non può superare: non può mangiare dell’“albero della conoscenza del bene e del male”. A meno che non si consideri un dio. Noi sappiamo cosa significa “albero della conoscenza del bene e del male”. Sappiamo che in ebraico […]

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Un pensiero dalla predicazione su Genesi 1,1-2,4a, tenuta in San Silvestro – Cristo Salvatore domenica 30 novembre 2014, nel culto della prima domenica d’Avvento

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni   La creazione non è un unico lontanissimo evento del “passato più passato”, non è archeologia! La parola creatrice del Signore unisce insieme tre fattori: un passato (la materia primordiale che non è né soppressa né rigettata ma come abbiamo visto è invece trasformata), un futuro (il progetto, l’obiettivo indicato dalle parole divine: “Sia luce, e luce fu”), e un presente (la parola che risuona e la risposta che riceve nei fatti). Insomma, attraverso la sua parola “fattiva”, Dio agisce traendo via il presente dal passato, per aprirlo all’avvenire. Così compreso il racconto della Genesi si apre ad una continuità che non ha fine, ci fornisce il modello per capire come il Dio della Bibbia operi in ogni epoca e in ogni circostanza. Non è il Signore dalla calma olimpica, serenamente immerso nella sua stessa beatitudine. No, il nostro Dio è attività incessante, energia sempre all’opera, che oggi come ieri e come nel futuro, rinnova continuamente la creazione ed invita noi, gli esseri umani, a diventare nuove creature. Davvero allora la creazione non è l’evento di un passato così remoto che non aveva neanche un suo passato, ma […]

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Un pensiero dalla predicazione su Ecclesiaste 5, 1-6 tenuta in Scala dei Giganti il 2 novembre 2014, nel culto unificato della domenica della Riforma.

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni L’occhio dell’Ecclesiaste si sofferma sul funzionamento del tempio e ne coglie in maniera incisiva tutti i limiti. La parola ebraica che egli usa per indicare l’atto del sacrificio, è molto precisa e indica il “sacrificio di immolazione”, cioè quel rito in cui l’animale offerto non veniva interamente bruciato sull’altare (in questo caso si sarebbe parlato di “olocausto”), e quel che ne restava spettava ai sacerdoti. Insomma, per loro quel tipo di sacrificio era anche un bell’affare! Ma a questo, le persone che offrivano l’animale, nemmeno ci pensavano. E così – è la “stoltezza” di cui l’Ecclesiaste qui parla – dopo aver già pagato ai sacerdoti la decima, li arricchivano ulteriormente dando loro grandi quantità di carne da consumare o vendere, e di fatto favorivano un sistema che di veramente religioso aveva poco, ridotto come era quasi solo a formalismi (perché il sacrificio fosse valido, l’animale andava ucciso così e così, e la sua carne andava tagliata in certi modi e non in altri) e a solidi guadagni materiali… Ma l’attenzione del nostro autore non si sofferma solo su quegli altari nel cortile del tempio, che – come abbiamo […]

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Un pensiero dalla predicazione su Geremia 28, 1-17 tenuta durante il culto di domenica 19 ottobre 2014 in Scala dei Giganti

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Un ultimo pensiero per noi da questa pagina di Geremia 28. Ritorniamo alla scena iniziale, quando al di là delle loro differenze, i due profeti fanno la stessa cosa: rileggono la storia passata e quella presente, e si appoggiano a quella rilettura per parlare della storia a venire. Quello che differenzia Anania da Geremia è che il primo – se non mente volutamente – però si inganna sulla situazione politico-militare del suo tempo e prende senza il minimo dubbio i suoi desideri come realtà. Nelle crisi continue che le nostre società e le nostre chiese attraversano, per predicare e agire in maniera appropriata conviene avere gli occhi bene aperti sulle situazioni che ci troviamo a vivere. L’inizio della lucidità infatti sta proprio nel comprendere ciò di cui stiamo parlando. Non è forse perché Geremia vede meglio di Anania in quale contesto politico e spirituale si trova Israele che la sua parola si rivelerà quella vera? Il nostro testo parla di un parte importante del popolo di Dio che è costretta a vivere in esilio. Le nostre chiese storiche, e più in generale le realtà cristiane dell’Europa occidentale non […]

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Un pensiero dalla predicazione su 1 Timoteo 5, 12-24 tenuta durante il culto di domenica 12 ottobre 2014 in San Silvestro – Cristo Salvatore

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni   Il cristianesimo non è una magia, e neanche la promessa di un’esistenza terrena realizzata e felice: al cuore dell’evangelo c’è la croce! E noi dobbiamo sempre stare attenti che la pietà non diventi disonestà intellettuale e anche morale. Paolo ci ha detto oggi: “In ogni cosa rendete grazie”, e non “Per ogni cosa rendete grazie”. Noi possiamo ringraziare Dio in ogni situazione della nostra vita, perché in ogni situazione c’è sempre qualcosa di cui rendere grazie. Io posso ringraziare Dio perché, anche in mezzo alle difficoltà, c’è qualcuno che mi vuole bene, e c’è qualcuno che si prende cura di me… posso ringraziare anche solo perché sono ancora vivo e consapevole… E tutto questo è bello, questo dà tanta forza… Ma qui dobbiamo stare attenti: io non sono obbligato a ringraziare “per ogni singola cosa” che mi capita. Potrei forse ringraziare per una malattia che mi colpisce, o per una disgrazia, o un fallimento? Sarebbe davvero solo un’ipocrisia: il male è male, e non puoi ringraziare per il male, ma devi opporti a lui, e tenerlo lontano, finché riesci a tenerlo lontano… E ci sono abissi di […]

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Un pensiero della predicazione su Giudici 6, 11-24, tenuta in San Silvestro – Cristo Salvatore nel corso del culto di domenica 14 settembre 2014

QUI trovate il testo completo della predicazione e QUI l’elenco dei Sermoni Gedeone non ha avuto il potere di compiere miracoli come Mosè, né una forza sovrumana come Sansone, e nemmeno le grandi doti personali di Davide. È stato un uomo pieno di esitazioni e di paure, eppure ha compiuto delle azioni molto audaci. È stato una delle figure eroiche della Bibbia, proprio accanto a Mosè, a Sansone ed a Davide, tanto più dotati di lui, ma lo è stato a modo suo: insieme restio a abbandonarsi al volere di Dio senza avere prima garanzie, e però poi alla fine sempre ubbidiente, e sempre alla ricerca della comunione con lui. In breve, per dir così, un “eroe borghese”, che per questo ci assomiglia… per questo, più degli altri, è il nostro eroe. Riguardiamolo, in questa prospettiva, nella pagina di oggi. All’inizio della storia Gedeone non coglie nello sconosciuto che gli parla l’apparizione dell’ “angelo di Dio”. Forse perché, se aveva mai pensato ad un simile evento, se l’aspettava ben più impressionante: un Dio tutto “fuoco e fulmini”, e non così discreto… e poi non avrebbe certo immaginato che Dio si sarebbe rivolto proprio a lui, che trebbiava di nascosto il […]

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