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In memoria del Pastore Valdo Benecchi

Ricordo del pastore metodista Valdo Benecchi (1931-2013)

Desidero sintetizzare alcuni ricordi di Valdo Benecchi partendo da questa immagine che lo ritrae ad Angrogna nella scuola degli Odin-Bertot.

Dopo la sua emeritazione e il ritorno in Liguria, Valdo ha rivolto le sue energie prevalentemente su due fronti: l’attività della Guicciardini e il Consiglio delle chiese  e delle opere.

La Guicciardini tenne a Genova tre grandi convegni,  che videro una notevole partecipazione di studiosi; due di essi si tradussero in pubblicazioni che  testimoniano l’impegno e la qualità delle iniziative. Come presidente della Guicciardini aveva stabilito rapporti di feconda amicizia con la Fondazione della cultura di Palazzo Ducale, in modo particolare, e con il suo presidente Luca Borzani. Fu parte attiva e ascoltata nell’ambito del Partito democratico del Ponente.

Il secondo fronte che lo vide particolarmente impegnato fu quello nella  presidenza del CCE, che riunisce aree evangeliche diverse tra loro, non solo in ambito spirituale e teologico, ma anche nel rapporto con la città e le istituzioni. Costruì rapporti  di stima e collaborazione con l’allora presidente dell’Assemblea Regionale Ligure, Giacomo Ronzitti.

Valdo accompagnò quelle riunioni e le iniziative che ne scaturirono, riuscendo a trovare una sintesi, favorendo il confronto senza sottolineare le differenze.  Sotto la sua  autorevole presidenza si concretizzò la revisione dello Statuto, frutto di un lungo lavoro.

Ricordiamo ancora il suo impegno ecumenico in città: la presentazione di un suo libro vide, tra i relatori, l’attuale vescovo di La Spezia, Mons. Paletti.

Nella piccola scuola di quartiere che lo ritrae,  due mondi sembrano essere  rappresentati: il passato, in particolare quello dell’istruzione, e il presente, che si apre al futuro. Non a caso gli ultimi interessi  di Valdo sono stati  quelli di carattere storico, come dimostrano  le bibliografie delle figure di pastori e di laici metodisti, comparse – anche negli ultimi numeri –  sulle colonne di Riforma. In quelle ricerche Valdo metteva in luce le fatiche (tante!), le passioni (forti!), che avevano caratterizzato le generazioni precedenti. Egli era consapevole che il lasciare testimonianze della storia significa offrire spunti e riflessioni per coloro che vivono nel presente.

Tutti, infatti, ci muoviamo nel contesto che ci è dato di vivere, respirando ansie e tensioni, costretti a prendere posizione, nella consapevolezza che le sfide sono tante e la nostra volontà deve fare i conti con la relatività delle nostre forze; nell’impegno per fare sentire la nostra voce ci accompagnano le parole di Valdo che ci diceva, rileggendo le biografie: “la vostra fatica non è vana nel Signore”.

“Ci sono state generazioni – scriveva Valdo – che hanno contribuito a formare una categoria di liberi credenti, i quali avevano imparato dai Protestanti a vivere una fede laica, “non condizionata da riti e abitudini imposti.Oggi la Bibbia è, finalmente, diffusa in tutti gli ambienti, ma noi costituiamo ancora una piccola schiera di cristiani liberi che si scambiano i doni dello Spirito e che sanno affrontare le sfide di un mondo ostile? “(Guardare al passato, pensare al futuro p. 13).

Nella vita di Valdo Benecchi interessi teologici e biblici hanno affiancato l’assunzione di responsabilità dirette, qualche volta non semplici, nell’amministrazione della chiesa (prima nella Tavola, presidente della CED del nostro distretto, e poi nella presidenza dell’Opcemi).  Il suo è stato un ministero ampio e articolato, che si è svolto quasi sempre in grandi città come Bologna, Milano, Genova (Sampierdarena e Sestri), Roma. Nel suo studio un quadro lo raffigurava sul pulpito della chiesa metodista dell’Aquila. Se non sbaglio, aveva iniziato il suo ministero proprio lì, in quella terra d’Abruzzo recentemente martoriata dal terremoto. Ha collaborato  con le chiese di Bordighiera e San Remo, dopo il suo trasferimento da Genova, e con l’attuale pastore di quelle chiese, Donato Mazzarella.

Alla moglie Piera Carla, ai figli Luca e Paola e ai nipoti giunga il nostro affetto e la nostra solidarietà, rinnovando quelle speranze fondate su Cristo delle quali Valdo è stato araldo, come uomo e come pastore .

Genova 24/01/2013

Italo Pons

Presidente CED/II

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